lunedì 29 ottobre 2012

Come si fanno i recall in Ufficio Stampa

Come si fanno i recall? Anche in questo caso non esistono regole univoche, ma l'utilizzo del buonsenso è altamente consigliato.
Prima di continuare a leggere rispondete a questa domanda: siete l'ufficio stampa di Barack Obama o di qualcosa che gli somiglia? Se la risposta è sì, potreste anche chiudere qui e accompagnare Michelle a fare shopping. Altrimenti questo articolo potrebbe esservi utile.

Come prima cosa diamo una definizione di recall. Il recall è quell'odiosa chiamata atta a verificare che il giornalista abbia ricevuto la nostra e-mail e che accetti o meno il nostro invito o parli di noi sulla sua testata.

Dunque, come fare i recall. Tutti credono che il recall sia soggetto a un metodo, una procedura da seguire, delle regole condivise da rispettare.
Buongiorno! Le ho inviato una mail sulla mostra di Tal dei Tali stamattina. L’ha ricevuta? Le interessa? Ah lei non se ne occupa? TU-TU-TU…
Quando lo stagista prende per la prima volta in mano la cornetta del telefono, l'intero Ufficio Stampa si congela. Ma dopotutto è inevitabile, prima o poi deve succedere.

Orecchie alzate e tutti a chiedersi quale sia il Santo Protettore degli Addetti Stampa (a proposito, se qualcuno lo sa, che parli!): una parola sbagliata e il lavoro di una vita potrebbe essere polverizzato in pochi secondi dall'incoscienza giovanile. Ma lo stagista non lo sa, ha imparato la tiritera a memoria da bravo boy scout e la ripeterà come un centralinista senza incastrarsi la lingua tra i denti. Bene. Bene fino a quando nel sistema non s’introdurrà un bug.
È lì che lo stagista passerà (o no) il primo test attitudinale.

Bene, interessante questa mostra.”

Primo sorriso della settimana, subito spento da:

E, mi dica, è possibile avere entro dieci minuti in anteprima una foto del 1935 dell’artista durante il primo viaggio in Cambogia in alta risoluzione 300 dpi per un’esclusiva nella versione online del giornale?” 
"Devo chiedere".
 

A parte gli scherzi, il recall è un momento delicato. I consigli che si possono dare ai principianti sono quasi scontati: velocità e chiarezza nell'esposizione, cortesia e pazienza.

Quando si fanno i recall? I recall non vanno fatti un secondo dopo aver inviato l'e-mail. L'ideale è dare il tempo al destinatario di leggere la comunicazione e rispondere, se lo ritiene opportuno. I recall non vanno fatti durante le riunioni di redazione mattutine e pomeridiane, dato che il telefono potrebbe squillare a vuoto. I recall non vanno fatti troppo tempo prima dell'eventuale evento, ma in prossimità della data in questione. I recall, infine, non si fanno in caso di comunicazioni di poco interesse. Quest'ultimo è un consiglio personale, qualcuno potrebbe giustamente non essere d'accordo. Spesso è preferibile disturbare un giornalista al telefono solo se fiutiamo la concreta possibilità di ricevere una risposta positiva. In caso contrario potremmo arrivare a chiamarlo un giorno sì e un giorno no, col rischio di finire nella sua black list per l'eternità.

1 commento:

  1. Il problema oggi è che la stagista sappia scrivere in italiano e riesca a produrre un comunicato che sia minimamente appetibile. Con gli stipendi da fame che circolano, gli uffici stampa sono pieni zeppi di comunicatori improvvisati e dilettanti.

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