mercoledì 21 novembre 2012

CASO GAMBIRASIO: arma del delitto, un coltello

CASO GAMBIRASIO:

L’ARMA DEL DELITTO:
UN COLTELLO NON UN TAGLIERINO

FERITE SUPERFICIALI E SENZA ALCUN SIGNIFICATO SIMBOLICO

Le ferite trovate sul corpo di Yara Gambirasio erano superficiali e non avevano alcun significato simbolico.
Questo quanto riportato in un servizio esclusivo andato in onda questa sera, nel corso della nuova puntata di “Quarto Grado”, su Retequattro.

Secondo l’autopsia svolta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, l’arma impiegata nel delitto non sarebbe stata un taglierino, ma un coltello con lama rivestita di titanio: nel dettaglio, una lama di minimo 0.2 millimetri di spessore e di lunghezza di almeno 2 centimetri.

E’ stato rivelato, inoltre, che sul corpo della giovane ginnasta di Brembate sono state individuate nove ferite, tutte poco profonde: otto da taglio e una sola da taglio e punta. Di queste ferite, sei si trovano sulla parte davanti del corpo e tre su quella dietro, di cui due vagamente a forma di x sulla schiena.
Sono tutti colpi superficiali che potrebbero essere stati inflitti non tanto per uccidere, ma per torturare la piccola atleta che fu abbandonata ancora viva nel gelo di quella buia notte a Chignolo d’Isola.

FONTE: UFFICIO STAMPA QUARTO GRADO

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