venerdì 16 novembre 2012

Klout cos'è, come funziona e sviluppi futuri in Italia

Cos'è Klout e a cosa serve? E come funziona? Se postate un profilo su questa specie di social network, vi accorgerete che il sistema vi assegna un punteggio che va da 0 a 100. Dunque cos'è Klout? E' un sito che vi dà i voti, riassumendo la vostra esperienza sui social network. Più siete "influenti" sui social, più il vostro punteggio salirà. A sinistra appare la lista dei miei influencers, ovvero chi è capace di influenzarmi sui social, mentre davanti a me scorrono "I miei momenti", gli ultimi status/caricamenti di foto o video/tweetin cui io ho attirato l'attenzione della rete; in pratica i miei post più popolari su Facebook, Google + e Twitter, ma anche Linkedin e Youtube.



A cosa serve Klout

Questa applicazione, se vogliamo chiamarla così, è diventata molto popolare negli Stati Uniti. Chi è capace di condizionare un numero elevato di persone, può essere un arma affilata e potente al servizio della pubblicità. Oramai, chi lavora nel campo della comunicazione ha aggiornato il curriculum aggiungendo sotto la laurea il punteggio Klout in bella mostra. Negli USA, un elevato score Klout si traduce in sconti, prodotti o biglietti omaggio, inviti super esclusivi, da parte di brand che vorrebbero essere citati e recensiti da opinion leader della rete.

Klout in Italia

Al momento lo conoscono in pochi. Lo conosciamo noi che bazzichiamo in rete, qualche curioso, e i soliti pionieri del web. Dal 23 aprile, nella lista dei miei 700 amici, solo 9 si sono iscritti a Klout. Come per qualsiasi altro tormentone che viene dagli Stati Uniti, anche Klout avrà il suo momento magico in Italia. Quel che ci chiediamo è se anche qui, questo score possa raggiungere lo status di titolo preferenziale nel mercato del lavoro.

I limiti di Klout

Anche Klout ha dei limiti, e anche piuttosto palesi. L'applicazione stabilisce il nostro rank basandosi esclusivamente su dati quantitativi: i "mi piace" ricevuti, le condivisioni dei nostri post, le risposte, i commenti, le volte in cui qualcuno ci cita in uno status etc. Numeri, numeri, numeri. Ognuno di noi, interagendo nei social, collabora con Klout nel determinare gli score. Ma il sistema non è in grado di misurare alcun fenomeno qualitativo. Ad esempio: potrei ricevere molti "mi piace" solo perché l'oggetto dei miei status è sempre un argomento popolare, oppure faccio parte di un'azienda che mi tagga nelle foto ricevendo i like di tutti i dipendenti. Klout ne terrebbe conto semplicemente sommando le interazioni, e mi riterrebbe "importante" tra gli internauti. Probabilmente se dovessi consigliare l'acquisto di un prodotto ai miei amici probabilmente non interesserebbe a nessuno.
Finora questa critica non ha portato a tanto, forse perché la soluzione al problema non esiste. Tuttavia, Klout è impegnato ad affinare il suo algoritmo e pare che i risultati abbiano condotto a tutt'altro scenario (punteggi più bassi per alcuni, più alti per altri).
La considerazione sui limiti di Klout si accompagna a un secondo rimprovero, questa volta più grave: per attrarre pubblico, per un po' di tempo Klout si dilettava a creare i profili fantasma degli utenti non ancora iscritti, prendendo in prestito le loro identità dagli altri social network. Lo scherzetto dovrebbe essere finito, per fortuna.

Gli altri misuratori di popolarità

Col tempo sono nati diversi altri siti simili a Klout. Flout, PeerIndex, Empire Avenue e Identified. Come sempre, alcuni ce la faranno e altri no. Ad esempio, entrando su Flout veniamo accolti da un tono dispregiativo che in rete sorprende non poco: "Siti come Klout tentano di dirti quanto sei importante. E' ridicolo! Solo tu sai quanto sei importante. Flout ti permette di mostrarti al mondo intero".
Questo ci ricorda i tempi di Facebook, quando tutti i webmaster diventarono improvvisamente esperti di social network e nacque una forte concorrenza tra i nuovi arrivati. Diamo loro qualche annetto...

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