mercoledì 14 novembre 2012

Serve davvero la Laurea in Scienze della Comunicazione?

Domandone da 1 milione di dollari: la Laurea in Scienze della Comunicazione serve davvero per svolgere il mestiere del comunicatore? L'ambito della comunicazione è molto vasto e va dal copywriter all'addetto stampa, dal crisis manager al grafico, proseguendo con il marketing, l'organizzazione degli eventi e il visual merchandising. Sarete d'accordo con me sul fatto che la lista è ancora lunga.
La Laurea in Scienze della Comunicazione è stata introdotta nel sistema universitario italiano per far fronte a un settore in crescita.
Il corso di laurea è stato progettato per dotare gli studenti, almeno così sembra, degli strumenti giusti - materie scolastiche come Linguaggi e tecniche dei media, Marketing etc. - per competere nel mondo del lavoro.
 
Ma nella pratica, è vero tutto questo? Quanti laureati in Scienze della Comunicazione sono adesso "a spasso"? Quanti, con il classico pezzo di carta in mano, rinnegano le proprie scelte? E quanti, sull'altro lato della medaglia, lavorano con profitto nelle Agenzie di Comunicazione e negli uffici aziendali senza aver accumulato un solo credito nelle suddette materie? Purtroppo qui non abbiamo le competenze per tirare le conclusioni.
 
Per questo chiederemo a TRE LAUREATI in Scienze della Comunicazione di parlarci, anni dopo l'inserimento nel mondo del lavoro, della loro esperienza. Per ora escludiamo le elucubrazioni sulla funzione dell'Università in sé e sul fatto che sia o meno estranea al mondo del lavoro (ahimé).
 
Le domande sono tre:
 
 
1) La facoltà ti ha dato gli strumenti concreti per lavorare nella Comunicazione (forma mentis)?
 
2) Hai sentito l'esigenza di iscriverti a un Master per avvicinarti al mondo del lavoro?
 
3) Quanto è richiesto questo corso di laurea presso Agenzie di Comunicazione e affini?
 
 
A breve le interviste, restate sintonizzati. A proposito, ci manca un volontario. Chi si propone è il benvenuto!

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