venerdì 7 dicembre 2012

Anna Pisanò, testimone chiave caso Scazzi a Quarto Grado

SARAH SCAZZI:
MICHELE MISSERI È UNA PERSONA BUONA MA È VITTIMA
DELLE TRE DONNE DELLA SUA FAMIGLIA
ANNA PISANÒ, TESTIMONE CHIAVE DELL’ACCUSA LO AFFERMA IN ESCLUSIVA

A “QUARTO GRADO”

“Le lacrime di Michele Misseri in aula erano sincere perché lui è una persona buona e ha sempre pianto sentendo il nome della nipotina. Misseri è una vittima della famiglia; di tutte e tre le donne della sua famiglia”. E’ quanto afferma a “Quarto Grado” Anna Pisanò, testimone chiave dell’accusa nel processo per la morte di Sarah Scazzi.

La donna, ospite per la prima volta in uno studio televisivo questa sera, venerdì 7 dicembre 2012, fa riferimento a quanto avvenuto durante l’ultimo interrogatorio del contadino di Avetrana davanti alla Corte d’Assise di Taranto.

“Sabrina mi ha fatto sempre molte confidenze così come le faceva anche a molte altre sue clienti: l’argomento era sempre Ivano” ha poi aggiunto la supertestimone.

“Due settimane fa, quando ero al processo, ho chiesto di fare un confronto con Sabrina perché lei mi aveva accusato di essere una bugiarda. Se avessi la possibilità di dirle qualcosa, la inviterei a dire tutta la verità perché non lo sta facendo. Io ho detto tutta la verità. Lei sa abbastanza bene quello che è successo”.

Riferendosi poi alla sorella di Sabrina, la signora Pisanò ha aggiunto “Penso che Valentina, da lontano indichi al padre cosa fare, credo che lo comandi a distanza suggerendogli come agire.
Penso che Michele Misseri si debba obbligatoriamente prendere la colpa per riconquistare l’amore della figlia. Io sono stata già a varie udienze del processo e ho visto che Michele ha sempre cercato lo sguardo della figlia come se cercasse la sua approvazione. Ma è lei che non lo guarda”.

La signorà Pisanò ha poi concluso “Penso sempre a Sarah e vado spesso al cimitero. Avvicinandomi alla sua foto la osservo e dico: avrà giustizia. Quando, non lo so. Ma l’avrà”.

FONTE: UFFICIO STAMPA QUARTO GRADO

Ufficio stampa Reti Mediaset
Maria Cristina de Caro


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