lunedì 3 dicembre 2012

Che fine farà L'Espresso? Giornalisti tra sciopero e pensionamento anticipato

Bruno Manfellotto. Crediti: Massimo Pia
Il Direttore dell'Espresso Bruno Manfellotto ha annunciato lo stato di crisi. L'annuncio, dato il 13 novembre, darà il via a una vera e propria strage all'interno della sua redazione: 13 giornalisti, a partire dal 1° gennaio 2013 saranno mandati a casa, in pensionamento anticipato, mentre i sopravvissuti protestano per la decurtazione del personale (e infatti il giornale non è andato in stampa). Stando al piano di salvataggio, dovranno congedarsi i vicedirettori Claudio Lindner e Orazio Carabini, il caporedattore centrale Alessandro De Feo, il caporedattore attualità Loredana Bartoletti, il responsabile della cultura Wlodek Goldkorn, il capo dell'Economia Paola Pilati, gli inviati Sandra Mammì, Roberto di Caro, Denise Pardo e Primo di Nicola. Su 47 giornalisti 13 non sono pochi. "Siamo furibondi" hanno protestato dalla redazione "e pure molto perplessi sulle ragioni che secondo l'editore motiverebbero lo stato di crisi. Non capiamo cosa sia accaduto, l'anno scorso eravamo sostanzialmente in pareggio. Temiamo invece, che dopo la richiesta di nove esuberi all'Agl vogliano usare L'Espresso anche per il suo significato simbolico, come banco di prova per poi intervenire sui quotidiani Finegil e sulla Repubblica". A beneficiare dello stato di crisi potrebbero essere i collaboratori esterni, i quali potrebbero essere assunti per nuove iniziative editoriali.

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