martedì 4 dicembre 2012

Quotidiani in crisi: la carta stampata è in agonia

La crisi della carta stampata sta mettendo in ginocchio i quotidiani e i periodici italiani. Tra licenziamenti, scioperi, prepensionamenti e tagli alle spese, le redazioni subiscono le conseguenze dell'inesorabile invasione dell'etere. Per risanare i bilanci si decurta sempre più spesso il personale, soprattutto se non ci sono i soldi per investire in innovazione. La crisi della carta stampata ha mietuto ultimamente una vittima illustre: è Newsweek, storico settimanale statunistense, che dal 1° gennaio 2013  non sarà più nelle edicole.
Lasciamo il mondo da una parte e diamo un'occhiata al panorama italiano:

L'Unità. I giornalisti dell'Unità sono senza stipendio da mesi. Gli ultimi bonifici a quanto apprendiamo sono stati fatti partire ad agosto 2012, relativi alle prestazioni di febbraio. L'azienda sta contrattando con probabili nuovi soci, che dovrebbero ricapitalizzarla di 5 milioni di euro.

Metro. Tutti i free press sono stati ghigliottinati, manca solo Metro, arrivato in Italia nel 2000. La sede di Cagliari ha già chiuso i battenti e mandato a casa due giornalisti, mentre le sedi italiane che sopravvivono - Milano, Roma, Torino, Genova, Firenze, Bologna - sono in stato di agitazione. I giornalisti potrebbero essere ridotti di un terzo (al momento sono 18), a causa del dimezzamento degli introiti pubblicitari registrato dal 2011 al 2012.

DNews. Non è ancora arrivata la sua ora, ma i piedi cominciano a tirare. DNews, fondato nel 2008 da Antonio e Gianni Cipriani, rischia grosso la chiusura. Attualmente è stato firmato un accordo che prevede il contratto di solidarietà per 3 dei 14 giornalisti, che da 19 che erano sono scesi di cinque redattori dimissionari.

Latina Oggi e Ciociaria Oggi. Pericolo cassa integrazione per i giornalisti di Latina Oggi e Ciociaria Oggi: l'azienda non accederà ai fondi che le avrebbero permesso il rilancio delle testate. I finanziamenti sono stati bloccati a causa dell'inchiesta che coinvolge l'ex proprietario delle testate Giuseppe Ciarrapico.

Giorno/Nazione/Resto del Carlino. Il piano di snellimento approvato il 25 maggio del 2012 ha mandato a casa 34 dipendenti del Gruppo Riffeser. Secondo il programma, il numero dei congedati arriverà a 55 giornalisti e 120 altri dipendenti tra amministrativi e tipografi. Motivo dello stato di crisi: calo della pubblicità di 15 milioni di euro in valore assoluto, nel 2012.

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