giovedì 13 dicembre 2012

Suicidio infermiera inglese: Radio australiana rischia grosso


Caso Kate Middleton, così lo chiamano, sebbene alla fine lei c'entri poco o nulla. La Radio australiana che ha causato il suicidio dell'infermiera inglese Jacinta Saldanha, 46 anni, sta per ricevere la "scomunica" dell'Autorità locale per le comunicazioni, che condannerà l'emittente proprietaria della licenza, e non i fautori materiali dello scherzo, i deejay buontemponi Mel Greig e Michael Christian.


Lo scherzo. All'incirca una settimana fa i due presentatori della radio 2DayFM hanno telefonato presso la clinica dove era ricoverata la duchessa di Cambridge Kate Middleton, moglie dell'erede al trono d'Inghilterra, il Principe William. La principessa è incinta e ha accusato sin da subito forti nausee, tanto da aver richiesto il ricovero immediato. Per avere notizie sullo stato di salute di Kate, la Greig e Christian hanno telefonato al desk dell'ospedale, fingendo di essere il Principe Carlo e la Regina Elisabetta, rispettivamente nonno e bisnonna del nascituro. Ha risposto l'infermiera di turno Jacinta Saldanha, che è caduta nel tranello fornendo ai microfoni della radio particolari sulle condizioni di Kate, che in teoria sarebbero dovuti rimanere segreti.

Il suicidio. Tre giorni dopo l'infermiera inglese, 46enne e madre di due figli, si è tolta la vita, probabilmente per la vergogna, o forse temendo ritorsioni della casa reale nei confronti della famiglia. Ipotesi stralunate, d'accordo, ma sono le uniche che ci restano in mano. La radio si è difesa sin da subito, affermando che in più occasioni era stato contattato l'ospedale per chiedere il permesso di trasmettere la conversazione telefonica, ma indagini successive hanno rivelato che nessun ufficio stampa né alcun dirigente ha mai dato il suo nulla osta.

L'inchiesta. Ora l'Autorità per le comunicazioni australiana - Australian Communications and Media Authority (Acma) - sta indagando sull'eventuale responsabilità dell'emittente radiofonica, obbligata ad accertarsi che il contenuto dei suoi programmi rifletta gli standard della comunità australiana - cosa che secondo l'Authority non sarebbe avvenuta. Ora la proprietà della radio 2DayFM, la società Southern Cross Austereo, ha annunciato che il fatturato incassato nel resto del 2012 sarà destinato alla famiglia dell'infermiera suicida. Un gesto riparatore che potrebbe essere scambiato come un disperato tentativo di aggraziarsi l'opinione pubblica e quella dell'Authority.

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