domenica 27 gennaio 2013

Antonio Ingroia: intervista su programma e avversari


“L’intervista della Domenica”

Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile) a Tgcom24: 

MPS, “Un’ulteriore riprova di quanto male abbia fatto al paese l’intreccio tra politica e affari e il Pd non può essere esente da responsabilità politica”

Magistrati in politica, “Io come Giovanni Falcone: la storia ci insegna che, quando alcuni magistrati hanno avvertito l’esigenza di mettersi in un altro ruolo, i più spietati sono stati i magistrati stressi”

La frase di Berlusconi su Mussolini, “Berlusconi è offensivo e ci mette di nuovo in cattiva luce; per fortuna è politicamente finito, è mio avversario ma non è pericoloso, mentre Monti lo è”

“Oggi sarò impegnato a Milano, con alcuni cittadini sostenitori, e questa sera sarò a San Siro per seguire l’Inter:è  iniziato il tour dell’Italia di Antonio Ingroia”

MPS. Questa vicenda è un’ulteriore riprova di quanto male abbia fatto al paese l’intreccio tra politica e affari e il Pd non può essere esente da responsabilità politica. La magistratura è giusto che vada avanti senza guardare in faccia nessuno, come ha sempre fatto, ma la questione è politica: noi abbiamo al centro del nostro programma quello di cacciare i partiti dai CDA. La vera patologia del sistema Italia è l’incrocio tra politica e affari, dove la politica ha fatto i propri, di affari, non quelli degli italiani. Dobbiamo recuperare credibilità e per farlo servono trasparenza e buona gestione. Monti, qualche mese fa, ha dato quasi 4 miliardi di euro e quello che impressiona e indigna è che è la stessa cifra versata per l’imu sulla prima casa dai cittadini. La gestione della banca deve essere oculata e bisogna essere certi che quei soldi possano essere restituiti dalla banca. Siamo certi che questo sia possibile in una tale situazione di dissesto? Io ho qualche dubbio. Napolitano, che non parla alla leggera, ha detto quanto sia grave la vicenda. MPS non deve essere salvata a spese dei cittadini. Servono manager capaci e competenti, totalmente indipendenti. Se dietro ci possono essere interessi di altri, ecco che poi si finisce col mettere la polvere sotto il tappeto. Queste le parole di Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile), intervenendo all'interno della rubrica di Tgcom24, “L’intervista della domenica”, curata da Alessandro Banfi.

Magistrati che si propongono di “redimere il mondo”? Non sono io che mi propongo come salvatore della patria, anzi è Monti che ha detto di esserlo e ha portato più svantaggi che altro. Io non mi propongo come il salvatore della patria, ma in un momento come questo, in cui ci sono temi come la questione morale e i temi della legalità e della lotta alle mafie sono delle priorità, un magistrato non può dare una risposta alla politica? Credo di sì. Ci sono candidati magistrati un po’ in tutte le liste, perché è Ingroia il problema? Forse perché in passato non è stato tenero neppure nei confronti della magistratura e del sistema giudiziario. Anche Giovanni Falcone, quando iniziò il suo incarico semi-politico in collaborazione col ministro Martelli, venne criticato dai magistrati, quindi sono in ottima compagnia. La storia ci insegna che, quando alcuni magistrati hanno avvertito l’esigenza di mettersi in un altro ruolo, i più spietati sono stati i magistrati stressi.

Tornare a fare il magistrato dopo la politica. Che si torni a fare il magistrato, non dovrebbe essere un problema, ma oggi il clima è così infuocato che io sono il primo a  dire di non voler tornare a fare il pm, esponendomi troppo. Ma perché non potrei tornare ad un incarico internazionale come quello in Guatemala? Non vedo eventuali controindicazioni.

La frase di Berlusconi su Mussolini. Le leggi razziali sono state un orrore dell’umanità e Mussolini ha avuto la sua responsabilità. Che Berlusconi oggi dica una cosa del genere in una giornata come questa è offensivo e ci mette di nuovo in cattiva luce, meno male che non rappresenta più l’Italia e non la rappresenterà più perché gli italiani si sono vaccinati. Berlusconi, nel suo modo di fare e di presentarsi un po’ dispotico, ha avuto sempre una certa simpatia per Mussolini. La giornata della memoria non è la più adatta per lodare Mussolini.

Berlusconi. E’ sempre uomo di spirito, con lui si può discutere fuori dalla politica, quando si parla di politica è tutt’altra cosa. Politicamente è finito, la vicenda della mancata candidatura di Dell’Utri è Cosentino è la dimostrazione che Berlusconi non è più lui, è finita una stagione. Non è il Berlusconi che abbiamo conosciuto, è debole e fiaccato e politicamente finito. Lo considero mio avversario ma non lo considero un pericolo, mentre considero più pericoloso Monti, ha ridato credibilità all’Italia ma ripropone le stesse politiche di Berlusconi sotto altre vesti. È più pericoloso perché il Pd ha già stretto un patto a distanza. Monti è un tecnocrate che subordina la politica agli interessi dei grandi poteri finanziari europei.

Il Pd. Il mio programma ha tanti punti in comune con quelli del Pd e col patrimonio ideale e culturale del Pd. Era normale che una delle prime cose da fare era cercare un dialogo col Pd. La nostra è stata una proposta politica per un governo progressista, purtroppo le risposte sono state deludenti. Appena tornato dal Guatemala ho fatto un appello aperto a Bersani, perché non ha risposto? Forse non vuole un accordo programmatico perché non può, perché ha già deciso di stringere un accordo, non programmatico, con Monti. Noi, rispetto a Monti, siamo decisamente alternativi. Il Pd ritiene di poter chiudere un occhio sul suo passato e sul suo patrimonio ideale e culturale, noi non svendiamo quei valori progressisti per i quali eravamo disposti a fare un governo col Pd ma non certo con Monti.

Se Rivoluzione Civile vincesse ci occuperemo, nell'ordine, della legge sul conflitto di interessi, dell’abolizione delle leggi ad personam, di una riforma della giustizia perché sia più rapida ed efficiente, e infine di un piano straordinario per l’occupazione giovani, aggredendo i patrimoni illeciti dei corrotti e di mafiosi, che io so dove trovare.

Oggi sarò impegnato a Milano, con alcuni cittadini sostenitori, e questa sera sarò a San Siro per seguire l’Inter. Poi tornerò a Roma. È iniziato il tour dell’Italia di Antonio Ingroia.

FONTE: TGCOM24

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