giovedì 24 gennaio 2013

Mario Monti e il Monte dei Paschi di Siena

CHECKPOINT, LA RUBRICA POMERIDIANA DI TGCOM24

ANGELINO ALFANO (PDL) INTERVISTATO DA FEDERICO NOVELLA

MPS, “Il Pd sostiene di non sapere nulla, è precipitato da Marte; il Monte dei Paschi è vicino al crack ed è stato governato dalla sinistra, la sinistra governerebbe l’Italia come ha governato il Monte dei Paschi”

Cosentino, “Capisco la sua amarezza, ma diciamo che un partito responsabile deve assumersi l’onere di alcune scelte anche dolorose: abbiamo tolto alla sinistra il pretesto per fare una campagna elettorale tutta fondata sulle nostre liste”

Monti e Bersani, “E’ un gioco delle parti, le liti tra di loro sono finte: Monti vuole aiutare Bersani ad aumentare le tasse”

Monte Paschi di Siena: Comprendiamo il fastidio di Monti nel non volere parlare della questione perchè il suo governo gli ha dato circa 4 miliardi di euro, l’equivalente dell'imu, i soldi dei cittadini, ma non compete a lui stabilire di cosa si parla o non si parla durante la campagna elettorale. Noi però vogliamo parlarne perché stiamo dalla parte dei cittadini e dei loro risparmi. Abbiamo le idee chiare: no ad ogni scarica barile, sì ad una rapida forma di accertamento della verità.
Chi ha delle responsabilità non deve e non può sottrarsi. La questione non investe solo il governo ma anche la sinistra italiana. Il Pd sostiene di non sapere nulla, è precipitato da Marte e non sa di cosa si sta parlando quando si parla di Monte dei Paschi.  Queste le parole di Angelino Alfano (Pdl) ospite di “Checkpoint”, la rubrica di Tgcom24 curata da Federico Novella.

Bersani dice che non c’entrano nulla e D’Alema afferma il contrario. La sinistra nega l’evidenza. La responsabilità è politica e sta nella metà campo della sinistra. Ecco come finiscono le cose quando, senza alcun controllo, le cose sono governate direttamente dalla sinistra. Almeno abbiano il buongusto di spiegare agli italiani come mai siamo così vicini al crack di una grande banca il cui conto possibile lo pagherebbero i citatdini. Il Monte dei Paschi è vicino al crack ed è stato governato dalla sinistra, la sinistra governerebbe l’Italia come ha governato il Monte dei Paschi.

Cosentino. Capisco la sua amarezza, la nostra decisione di non candidarlo non investe la presunzione di innocenza e il suo diritto a rivendicare la sua innocenza. Non abbandoniamo il nostro garantismo e non diciamo che è colpevole ma diciamo che un partito responsabile deve assumersi l’onere di alcune scelte anche dolorose. In questo modo abbiamo tolto alla sinistra il pretesto per fare una campagna elettorale tutta fondata sulle nostre liste. La sinistra si preparava ad una campagna elettorale nella quale ogni giorno avrebbe attaccato le nostre liste.

La sinistra ora deve parlare di economia che è il terreno più disagevole per la sinistra, perché in questo modo è costretta ad ammettere che vuole aumentare la tasse e che la leadership vera è nelle mani della Camusso e della CGIL. Berlusconi è un perseguitato dalla giustizia ma non tutti si possono nascondere dietro il mantello di questa persecuzione. Non siamo appesi alle decisioni dei pm, quindi abbiamo voluto riservare un margine discrezionale di scelta che è la difesa di una trincea garantista che non intendiamo abbandonare. A differenza della sinistra che fa i codici che poi vengono rimessi ai magistrati, noi abbiamo assunto su di noi la responsabilità della nostra scelta.

La proposta choc di Berlusconi. Si tratterà di una proposta molto importante che sarà annunciata al momento opportuno, è una cosa che sarà positiva per la vita degli italiani. La partita ha già avuto un cambio di sorte: un po’ di nostra campagna elettorale non fondata su chiacchiere è bastata per invertire le sorti, il winner sentiment è cambiato profondamente. La partita è aperta. Secondo la nostra sondaggista, ci sono 5 punti di distanza tra Bersani e Berlusconi. Ci concentreremo facendo sfoggio delle nostre proposte di politica economica. L’imu sulla prima casa sarà tolta immediatamente come abbiamo fatto con l'ici. Siamo credibili sull'imu come lo siamo stati sull'ici.

L’impegno di Berlusconi sarà preciso, puntuale ed articolato. Sta valutando la forma, un capitolo importante riguarderà il fisco, non mi riferisco solo alla diminuzione delle tasse ma anche a un cambio di prospettiva tra il cittadino e il fisco. Il nostro programma fiscale vuole dare anche una nuova possibilità all'amministrazione finanziaria di essere considerata amica del cittadino e combattere l’evasione. Pensiamo ad una modalità un po’ all'americana: poter scaricare una serie di spese conservando gli scontrini e portandole in detrazione. Poi diciamo un no secco alla patrimoniale che chiede la Camusso e che Bersani è disposto a dare. Inoltre ci sono altre due proposte alle quali teniamo molto: l’assistenza degli uffici finanziari per la presentazione della dichiarazione dei redditi, perché se un cittadino va allo sportello pubblico ha diritto ad avere dei consigli e non può essere sanzionato in caso di errore, e, infine, c’è il concordato fiscale preventivo: va messo lo Stato a dieta, il pachiderma della PA, e da lì bisogna tirare fuori le risorse che consentano di diminuire le tasse. Sappiamo dove prendere i soldi, non dalle tasche dei cittadini ma dal dimagrimento dello Stato.

Chi vota Pdl vota Silvio Berlusconi leader della coalizione. Intanto vinciamo, poi indicheremo il nome del premier al Presidente della Repubblica. Il capo della coalizione lo abbiamo, è tornato vincente e combattivo e in pochi giorni ha recuperato molti punti.  

Monti? Dispiace sentirsi dire che lui è stato chiamato a governare perché l’economia italiana era in difficoltà a causa di Berlusconi e che con l’arrivo di Monti scendeva in campo una sorta di Maradona che avrebbe rimesso in piedi le sorti del paese. Dopo 15 mesi il risultato è negativo. Le cose dovevano andare meglio e sono andate peggio. Non sono io a dirlo ma i numeri. Monti è arrivato a Palazzo Chigi avendo il 100% del sostegno dei giornali, il 100% del consenso delle cancellerie internazionali ed europee, e l’80% del consenso parlamentare e un potere di decretazione d’urgenza praticamente illimitato. L’anno scorso il Times dedico a Monti una copertina dicendo che era l’uomo che avrebbe salvato l’Europa.

Oggi il Financial Times dice che Monti non è idoneo a governare l’Italia. Secondo i sondaggi, solo l’8% degli italiani è disposto a votarlo. Se non ha alcuna possibilità di vincere le elezioni, la coalizione di Fini, Monti e Casini ha come unica possibilità di tentare, qualora vincesse Bersani, circostanza alla quale non crediamo, di aiutarlo a vincere. Anche le liti che ci sono ora tra Bersani e Monti sono finte, entrambi pensano che Bersani chiamerebbe in aiuto Monti in caso di vincita stentata. L’unico rimedio vero che hanno gli italiani è non votar Bersani che vuole aumentare le tasse e non votare Monti che vuole aiutare Bersani ad aumentare le tasse ma votare per Berlusconi che ha una certezza: non aumenterà le tasse e toglierà l’imu. E’ un gioco delle parti tra Monti e Bersani. L’unica sfida è tra Berlusconi e Bersani: se gli italiani voteranno i piccoli partiti impediranno il successo ottimo di uno dei due grandi schieramenti: il Pdl o il Pd.

Puntiamo al successo e combattiamo per vincere. Gli altri si danno una subordinata, quella dell’inciucio, noi abbiamo le idee molto chiare: al tempo della crisi, l’unica ricetta per far uscire l’Italia dalla crisi è la nostra: più soldi agli italiani, defiscalizzazione degli utili reinvestiti dalle aziende e defiscalizzazione degli imprenditori che intendono assumere i giovani. Siamo europeisti convinti ma questo non significa dire sempre di sì a Bruxelles. Faremo una battaglia in Europa senza per questo chinare sempre la testa ai diktat di Bruxelles.

FONTE: TGCOM24

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