sabato 19 gennaio 2013

Pianeta Mare in Antartide, 20 e 20 gennaio

SPETTACOLARE MISSIONE-EVENTO IN ANTARTIDE PER
“PIANETA MARE”

I SOMMOZZATORI DEL PROGRAMMA DI RETEQUATTRO HANNO TESTATO
PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO LA VITA SOTTO LA CALOTTA GLACIALE DEL MARE DI ROSS USANDO LE PIÙ MODERNE MACCHINE SUBACQUEE A CONTROLLO COMPUTERIZZATO: I “REBREATHER”

DOMENICA 20 E 27 GENNAIO, ORE 12.45

Dopo aver navigato in lungo e in largo per tutti i mari del Globo, “PianetaMare” - la storica trasmissione di Retequattro, che proprio quest'anno festeggia i suoi primi 10 anni di vita - ha voluto celebrare l’evento e ha inviato le sue telecamere alla ‘fine del mondo’.
Una troupe speciale ha raggiunto il Polo Sud per vivere e documentare una serie di avventure uniche e irripetibili, sopra e sotto i ghiacci degli oceani antartici, per due puntate proposte sulla rete diretta da Giuseppe Feyles, domenica 20 e 27 gennaio 2013, alle ore 12.45.

Tecnologie modernissime hanno permesso a Tessa Gelisio di essere in contatto diretto e continuo con l'Antartide e guidare la troupe nelle esplorazioni polari. Gli obiettivi di “PianetaMare” sono andati alla ricerca delle storie più incredibili del ‘continente di ghiaccio’: dagli incontri con i pinguini imperatore, in una delle colonie più belle e remote del pianeta, a quelli con il mammifero che vive più a Sud al mondo - le foche di Weddell - capace di partorire e allevare i propri cuccioli là dove nessun altro si spinge; dalla scoperta dei campi base allestiti più di 100 anni fa dagli epici esploratori di inizio '900, Hernest Shackleton e Robert Scott, a quella delle vicende umane e professionali degli scienziati e tecnici italiani che, da quasi 30 anni, operano con passione e sacrificio nella base polare “Mario Zucchelli Station”.

Grazie al “Programma Nazionale di Ricerche in Antartide” (Pnra) e al supporto logistico fornito, la spedizione polare di “PianetaMare” ha potuto raggiungere tutti gli ambiziosi obiettivi, consentendo a Tessa Gelisio di intervistare e conoscere gli uomini del Pnra, non solo all'interno della base, ma anche e soprattutto nel pieno delle loro attività di ricerca in alcune delle zone più remote e inaccessibili che si possano immaginare.

La troupe di “PianetaMare” ha percorso migliaia di km in elicottero, raggiungendo enormi iceberg ancora imprigionati dalla banchisa polare e la sommità di isole rocciose circondate dal mare congelato e sferzate dagli implacabili venti antartici. E, ancora, altipiani completamente e paradossalmente deglaciati, teatro di uno dei più incredibili misteri della zoologia polare (quello delle foche mummificate), spingendosi fino a visitare altre basi internazionali, come quella americana di “Mac Murdo” o quella neo-zelandese “Scott Base”.

La spedizione registra anche l’eccezionalità dell’impegno fisico e tecnico degli operatori Mediaset: per la prima volta al mondo, infatti, i sommozzatori di “PianetaMare” si sono immersi sotto la calotta glaciale (spessa oltre 2 metri) del Mare di Ross, a 75° di latitudine Sud, utilizzando i ‘rebreather’, le più moderne macchine subacquee a controllo computerizzato.
Un test mai effettuato prima da nessun altro, che apre nuove e, fino ad oggi, impensabili vie alle esplorazioni subacquee degli oceani polari.

Quanto tale evento sia importante, è testimoniato dal fatto che i dati registrati dai subacquei di “PianetaMare” durante le immersioni con i ‘rebreathers’ sotto il pack saranno presentati al prossimo congresso internazionale sulla subacquea scientifica, in programma a febbraio in Germania.

FONTE: UFFICIO STAMPA

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