mercoledì 27 febbraio 2013

Checkpoint 27 febbraio 2013 Mineo e Mantovani


CHECKPOINT SPECIALE
FEDERICO NOVELLA E PAOLO LIGUORI INTERVISTANO CORRADINO MINEO (Pd) E MARIO MANTOVANI (Pdl)
CORRADINO MINEO (Pd): “Bersani farà le sue proposte. Saranno altri a doversi esprimere”
MARIO MANTOVANI (Pdl): “Bersani è in difficoltà estrema, non vorremmo essere nei suoi panni” 
“Renzi?Poteva essere un punto di riferimento come lo era già per Berlusconi”

“Bersani andrà al governo e chiederà la fiducia su proposte urgenti. Saranno altri a doversi esprimere sulle proposte del Pd. Grillo ha ragione di dire quello che ha detto perché sposta così il giorno della verità, è un rivoluzionario sui generis. Noi vogliamo vedere le carte di Grillo, ma siamo sicuri che non accetterà accordi extraparlamentari. Il problema è che i giornali non possono fare il titolo e poi smentirlo, Bersani non ha proposto un patto a Grillo. E’ evidente che Grillo non voglia decidere in modo di aspettare l’inciucio Bersani Berlusconi. Ma questo è assurdo è come chiudersi ne palazzo assediato”  Con queste parole ha esordito Corradino Mineo (Pd) nel dibattito di Checkpoint speciale su Tgcom24 intervistato da Federico Novella e Paolo Liguori.
Sul tema del giorno dettato dal tentativo di apertura di Bersani a Grillo, è intervenuto anche Mario Mantovani del (Pdl) “Grillo siede alla Camera e al Senato, speriamo che si passi dalla protesta alla proposta perché protestare è più semplice in un Paese con la disoccupazione all’11% e con le aziende che chiudono. Bersani è in una difficoltà estrema avendo vinto per così poco alla Camera. Non vorremmo noi essere nei suoi panni. Adesso si deve presentare un governo al quale bisogna votare una fiducia e questo come potrà accadere? Non si può escludere che al governo serve la fiducia. Berlusconi ha a cuore il bene del Paese, noi ci siamo presentati con un programma chiaro e lineare”. Parlando di nomine Mineo ha aggiunto: “Io auspico che Bersani presenti pochi punti essenziali e poi vediamo.

Nomine? Speriamo che non ci sia l’occupazione di entrambe le Camere ad una sola maggioranza. Si potrebbe quindi immaginare che il Presidente della Camera possa essere uno del Movimento 5 stelle”. Sulla corsa al Quirinale, sempre Mineo ha aggiunto: “Serve un garante e non un notaio di un patto tra partiti. Prodi? Ho grande stima, ma prendere un non politico sarebbe un colpo d’ala, ci vorrebbe un nuovo Einaudi” Pronta la risposta di Mantovani: “Prodi è salito sul palco a Milano e si è compromesso. Servirebbe qualcuno super partes” Sul ruolo di Berlusconi, Mantovani ha sottolineato invece: “L’unico che ha parlato di temi di governo e di temi economici è stato Berlusconi. Dobbiamo dare risposte.

Bersani premier? Ha vinto, di poco, ma ha vinto. Il problema sarà del Presidente della Repubblica” Spostando il dibattito su Renzi, Mineo ha affermato: “Renzi? Non sarebbe cambiato niente. Il partito dei carini ha lanciato un’Opa su Renzi danneggiandolo. Renzi è solidale con Bersani, è una riserva e un leader per il futuro. Bersani ha detto che non vorrà rifare il segretario. Deciderà il partito ma Renzi è già un leader” Sempre in merito al sindaco di Firenze, Mantovani ha aggiunto: “Lo hanno chiamato in causa quando per il Pd le cose non andavano più bene. Lo hanno lasciato a riposo per ricucire lo strappo delle primarie. Renzi avrebbe potuto rappresentare anche per noi un punto di riferimento, come lo era già per Berlusconi. Paura dei grillini? No perché per ora è solo protesta”


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