sabato 16 febbraio 2013

Pier Ferdinando Casini a Checkpoint


CHECKPOINT, LA RUBRICA POMERIDIANA DI TGCOM24

PIER FERDINANDO CASINI INTERVISTATO DA FEDERICO NOVELLA

“Nuova Tangentopoli? Almeno allora i partiti avevano un ruolo di protagonismo, oggi sono subalterni ai potentati finanziari ed economici”

Berlusconi su Finmeccanica, “Dice tutto e il contrario di tutto; non gli sto più dietro, dica quello che vuole, gli italiani lo conoscono”

Bersani “vigile urbano”, “Può dirigere il traffico nella sua coalizione, non ha delega per farlo altrove; ci auguriamo di vincere, se non vinciamo siamo pronti anche a fare l’opposizione”

“Il prossimo Papa? Mi auguro prenda in mano la croce della Chiesa e la porti avanti: nel mondo disorientato di oggi serve una Chiesa forte”


Nuova Tangentopoli e le monetine contro Mussari. Mi hanno ricordato le monetine lanciate contro Craxi, non mi sono mai piaciute le monetine lanciate contro le persone perché, anche nei momenti difficili e drammatici, va mantenuta una certa sobrietà, è una questione di rispetto delle persone. Credo che la cosa sia stata un po’ enfatizzata perché poi ho visto le immagini e non c’è niente a che vedere con le immagini del passato di vent’anni fa. Queste le parole del leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ospite di “Checkpoint”, la rubrica di Tgcom24 curata da Federico Novella.

Secondo me in Tangentopoli, tutto sommato, i partiti avevano un qualche ruolo di protagonismo oggi sono subalterni, purtroppo, ai potentati finanziari ed economici. Possono essere qualcosa di arredamento ma la sostanza e i giochi della finanza e dell’economia non li fanno i partiti. Non so neanche chi li fa, in passato si parlava di poteri forti oggi i poteri forti mi sembrano molto deboli. In questo momento di degrado generale c’è gente senza scrupoli pronta a colpire. Va distinto cosa è mala gestione e cosa c’è di mal’affare e di sistema che ha complicizzato partiti o forze politiche. I magistrati dovranno appurarlo senza guardare in faccia nessuno, periamo che le indagini siano rapide perché in alcuni casi coinvolgono aziende importanti per il Paese.

Berlusconi su Finmeccanica e le “tangenti fisiologiche”. La frase è stata anche smentita il giorno dopo, lui dice tutto e il contrario di tutto, in questa campagna elettorale sta dando il meglio di sé. Parla di condono tombale che è pura irresponsabilità. Se vogliamo abbattere la pressione fiscale c’è una premessa: la lotta contro l’evasione fiscale dia allo stato quello che è necessario. Parlare di condono tombale è atto di autolesionismo. La restituzione dell’imu è una modalità assolutamente impossibile ma non gli sto più dietro, può dire quello che vuole, gli italiani lo conoscono, chi lo vuol votare lo voterà ma credo sarà non più la maggioranza del passato.

Le accuse contro Formigoni. Che dietro Maroni ci sia Formigoni è una constatazione della realtà. Speculazioni di carattere giudiziario non ne ho mai fatte, non c’è interesse politico che mi porti a fare lo sciacallo ora. Do un giudizio negativo alla proposta di Maroni del 75% delle tasse in Lombardia. Così come sono sempre stato contro il  federalismo. Noi dicevamo che prima di consentire alle regioni di mettere tributi era necessario capire cosa fanno gli enti locali. L’autonomia impositiva viene dopo una spetto ordinatorio di carattere generale invece si è voluto anticipare il federalismo fiscale a riordino degli enti locali. Bisogna cercare di essere un po’ coerenti quando si annunciano cose in campagna elettorale.

Reintrodurre l’immunità parlamentare. Ci sono garanzie che sono più che sufficienti. Se si pensa che l’immunità parlamentare debba coincidere con la sospensione dei processi per chi ha una carica pubblica è sbagliato. Vanno garantite guarentigie di carattere istituzionali, che ci sono, ma nessuno è al di sopra della legge. Non c’è bisogno di cambiare le regole, piuttosto andava fatta prima la legge anticorruzione. Le tangenti vanno biasimate con leggi apposite.

Napolitano “deplorevole criticare Monti dopo averlo appoggiato”. Il Presidente della Repubblica ha espresso un rincrescimento rispetto al fatto che chi ha appoggiato Monti stanno rappresentando una realtà diversa, come se Monti fosse stato figlio di nessuno. Monti è stato appoggiato dal trio ABC, poi, finita l’emergenza, piano piano si sono defilati. Il Pdl ha tolto la fiducia al governo per riabbracciare l’alleanza con la lega, che di Monti aveva detto tutto il male possibile. Idem nel Pd con Vendola che, sarà la persona migliore del mondo, ma ha idee molto diverse da Monti. il rischio è un governo pastrocchio, se facessimo il governo con Vendola. Bersani e Vendola si propongono di vincere a camera e Senato, quindi in bocca al lupo e auguri.

Monti dà del “cialtrone” al precedente governo. Anche Monti ha un anima, un carattere e una reattività. Dobbiamo abituarci ad essere seri, chi ha sostenuto Monti non può fare una campagna elettorale demonizzandolo. E’ errato, disonesto e altera la realtà. Chi ha messo la faccia e ha votato i provvedimenti di Monti non può fare la parte di Alice nel Paese delle Meraviglie. Se no la gente ne esce disgustata, poi ci meravigliamo che si vota Grillo. E’ la conseguenza di un atteggiamento schizofrenico e sleale. Nessuno viene dalla luna, siamo tutti stati in terra in questi mesi.

Bersani “vigile urbano tra Monti e Vendola”. Bersani può dirigere il traffico nella sua coalizione, nessuno gli ha dato la delega per farlo altrove. Noi non siamo in cerca di posti e pastrocchi, le condizioni dell’Italia sono molto difficili e non possiamo permetterci confusioni o cose eterogenee. Ci auguriamo di vincere, se non vinciamo siamo pronti anche a fare l’opposizione che è un mestiere serio e di grande dignità istituzionale. Siamo stati l’unico partito all’opposizione sempre e non siamo disposti oggi a cambiare identità.

Ricucire rapporti col Pdl? Il governo che serve al paese è un governo delle riforme che non metta tra parentesi questo anno di lavoro e non comprometta i sacrifici fatti dagli italiani ma che vada avanti sulla strada delle riforme. Meritocrazia, concorrenza e liberalizzazioni. Questa è al strada che tutti dovrebbero imboccare senza pregiudiziali, l’unica pregiudiziale sono i contenuti del governo.

Monti “smarrito” davanti agli scandali. Il suo smarrimento è quello degli italiani. Le inchieste arrivano ora ma non c’è un collegamento con l’avvicinarsi delle elezioni, non farei dietrologia complottistica. Certo, che ci sia un indebolimento dei sistemi dei controlli è ovvio ma lo si capiva da tempo, non serviva questa inchiesta per capirlo.

Separarsi da Monti dopo il voto? Non abbiamo motivo per farlo perché siamo identificati in questa campagna elettorale. Stiamo facendo una campagne elettorale binaria. Marciamo divisi per colpire uniti. Abbiamo una sintonia che ci deriva da una comune visione del futuro del paese. Un giorno che non ci fosse più è chiaro che ognuno andrà per la sua strada, ma oggi  nulla lo fa prevedere. Abbiamo al necessità di far convergere la società civile con la buona politica, lavoriamo su questa simbiosi e ognuno fa la sua parte. Io parlo alla società politica e Monti alla società civile. È giusto che sia così.

Grillo “ha paura di governare”. Grillo non è la febbre, è il termometro. La causa dell’antipolitica è la cattiva politica non possiamo scaricare su Grillo la responsabilità che è di chi non ha saputo fare buona politica. Pdl e Pd hanno fatto il gioco dei quattro cantoni per non fare la nuova legge elettorale. questo è esempio di cattiva politico e su questo Grillo prospera e cresce. La gente non vota Grillo perché pensa che risolverà i problemi ma perché vota per protesta. Però io dico che la situazione è talmente grave che non possiamo permetterci la protesta, vanno date le soluzioni e  questo sta cercando di fare e di dire l’area Monti.

Legislatura “breve”? È possibile, ma nella storia italiana le legislature a durare poco sono durate 5 anni quelle destinate a durare 5 anni sono durate un anno 2. Nessuno può fare previsioni, abbiamo scelte importanti come l’elezione del Capo dello Stato, c’è la partita degli Stati Uniti d’Europa che io auspico. Dobbiamo essere sereni, fermi e seguire gli avvenimenti.

Il prossimo Papa: meglio italiano? Le dimissioni del Papa hanno sconvolto tutti i cattolici, nessuno di noi poteva prevederlo quando me l’hanno detto ho pensato a uno scherzo. Ci restituisce un’immagine di un’umanità che si riflette anche nel volto di Pietro. La sofferenza del Papa Giovanni Paolo II e quest’altra sofferenza di Benedetto XVI sono due facce della stessa medaglia che ci riportano un Papa testimone di un’umanità sofferente. Per me non importa se il papa sarà italiano o meno, mi auguro che prenda in mano la croce della Chiesa e la porti avanti perché nel mondo disorientato di oggi c’è bisogno di una Chiesa forte riferimento dei valori di tutta l’umanità.

Sanremo. Ho visto solo la serata di Crozza poi non ho avuto il tempo perché sono in campagna elettorale. Di solito lo guardo ma in questi giorni ho poco tempo per parlare coi miei figli figuriamoci per guardare Sanremo. Non inciderà sulle elezioni, gli italiani sono maturi abbastanza per distinguere l’importanza del momento elettorale dallo svago di San Remo.

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