mercoledì 13 febbraio 2013

Cosa farà il Papa dopo le dimissioni? Vivrà in Vaticano.

Padre Federico Lombardi a Tgcom24: “Vivrà in Vaticano con discrezione, senza interferire, se suo successore vorrà consigli da lui sarà libero di farlo”

“La sua decisione sarà riconosciuta dalla storia come una vera lezione di umiltà, di responsabilità e libertà spirituale”

Non vi è alcuna malattia specifica particolare in corso per cui il Papa ha dato le dimissioni. Ha solo valutato con responsabilità la crescente fragilità dovuta all'invecchiamento. Queste le parole di Padre Federico Lombardi, direttore e portavoce della Sala Stampa della Santa Sede, ospite negli studi di Tgcom24. È una persona di 86 anni con dei compiti eccezionali e gravissimi. Da moltissimo tempo non c’era un Papa così anziano in carica. Il Concistoro? Era già in calendario. Il Papa ha colto l’occasione per fare questa dichiarazione che è un fatto anche di grande valore giuridico. Ha dimostrato di prendere una decisione nuova con una fede e una spiritualità che io ammiro tantissimo. Lo considero una persona che vive davanti a Dio e ha preso questa decisione pensando che sia la cosa migliore per la Chiesa. Credo che la sua decisione sarà riconosciuta dalla storia, una vera lezione di umiltà, di responsabilità e libertà spirituale.

Mons. Georg. L’ho trovato emozionato, tutti lo siamo, davanti a un atto così importante e inedito. Non possiamo essere indifferenti tutti noi, tanto più mons. Georg che è la persona più vicina al Santo Padre. Io non mi sento sconvolto, sono emozionato e toccato dalla decisione, ma mi è sempre stato chiaro che il Papa, se si fosse trovato nella situazione di valutare che il rapporto tra le sue forze e i suoi compiti diventasse sproporzionato, avrebbe potuto e forse dovuto fare la sua rinuncia. Lo ha scritto in tempi non sospetti diversi anni fa. Era un prospettiva per lui reale alla quale avrebbe pensato. È bello che il Papa abbia fatto questa valutazione delle proprie forze e delle attese e dei problemi da affrontare all’interno della Chiesa. Nel mondo di oggi, col suo dinamismo e le sue problematiche, affrontare i problemi è molto impegnativo rispetto ad altri tempi. I ritmi frenetici di oggi sono molto faticosi per il Papa.

Una scelta guidata dallo Spirito Santo? Certamente. Ogni vita cristiana nella fede è guidata dallo Spirito Santo. Possiamo pensare che ci sia un’assistenza dello Spirito per lui in questa decisione. Però non è il tipo di assistenza di cui parliamo quando parliamo dell’infallibilità del Papa. Qui è l’assistenza dello Spirito per chi svolge un ruolo importante nella Chiesa.

Il nuovo titolo del Papa? Nessuno lo sa. Lo deciderà lui, consigliandosi anche con persone esperte. Vivrà in Vaticano con totale discrezione. La sua presenza non sarà in nessun modo un impedimento, un’interferenza o un problema ma sarà una presenza amata, gradita e sentita. Una presenza costruttiva di chi meglio di tutti capisce i problemi della Chiesa e può pregare e parteciparvi nel modo più intenso. Se il suo successore voglia avere consigli da lui è liberissimo di farlo. In tal caso sarebbe una libera richiesta d’aiuto da parte del nuovo papa che non gli verrebbe però imposta in alcun modo. Da parte sua ci sarà una discrezione totale, lo stesso spostamento a Castel Gandolfo dimostra questo.


Speciale Tgcom24, il Papa se ne va
Don Pietro Diletti, parroco di Castel Gandolfo  a Tgcom24:
“E’ una pagina di storia planetaria che non riguarda solo la Chiesa”

“Per me è un momento particolarmente importante. E’ una pagina di storia planetaria che riguarda non solo la Chiesa che sta attraversando una crisi. Questo è un fatto unico non paragonabile a nient’altro. Siamo di fronte a un Papa che non fugge ma che fa un atto di governo, un atto di umiltà. Solo un papa come Benedetto XVI poteva prendere una decisione così importante”. E’ quanto raccontato in diretta a Tgcom24 da Don Pietro Diletti, parroco di Castel Gandolfo, località dove si trasferirà Benedetto XVI. Continua Don Diletti:  “Sappiamo ufficialmente che ci farà un saluto e una benedizione. Speriamo che non siano solo due parole perché per noi è un momento importante. Io sono molto affezionato a lui, l’ho incontrato più volte e abbiamo parlato di tutto, mi ha perfino chiesto in che note è accordata la nuova campana di Castel Gandolfo. Inizialmente rimarrà isolato, ma in qualche modo noi continueremo a considerarlo Papa”

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