giovedì 14 febbraio 2013

Formigoni accusato di corruzione: "pranzare non è un reato"

Inchieste e politica
Roberto Formigoni ospite in studio a Tgcom24:
“Mi accusano di corruzione, ma cosa avrei dato in cambio? ”
“Mai ricevuto 270mila euro né 600mila di contributo elettorale”
“Non un centesimo pubblico è stato sperperato”
“I pranzi? Il signor Sadler è stato spinto a ricordare male”

“Su di me sono state depositate le carte che dimostrano, ma nessuno lo dice, che l’atto di corruzione di cui sono accusato non esiste. Quei famosi finanziamenti alla fondazione Maugeri e San Raffaele sono legittimi perché corrispondono a prestazioni sanitarie” E’ la risposta in diretta a Tgcom24 a quanto riferito oggi dai quotidiani nazionali di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia.

Sulle cifre che sarebbero contestate, Formigoni ha risposto:  “Si parla di 270mila euro in contanti dati a Formigoni. Io non gli ho mai ricevuti. Altri 600mila euro di contributo elettorale? Mai ricevuti. Si parla dei biglietti di ringraziamento elettorale, ma chi fa politica lo sa, dopo la campagna elettorale si ringrazia chi ha collaborato. Il presidente della Maugeri aveva messo sui banconi della sua Fondazione mio materiale elettorale e l’ho ringraziato per questo. Io parlo di questo, i 600mila euro se li sono inventati. Pranzo da Sadler e lo Champagne? Chi non lo apprezza, ma altra cosa è dire che io avessi un tavolo prenotato. Io da Sadler ci sono andato solo su invito. Il signor Sadler è stato spinto a ricordare male. Sono stato invitato e talvolta ho partecipato. La saletta Don Pedro? Non posso sapere se c’è o non c’è. Io sono accusato di essere stato corrotto, ma dov’è la corruzione? Cosa avrei dato in cambio? Non c’è la prova”.

In merito al flusso di denaro contante ipotizzato, Formigoni ha aggiunto:   “La Banca Popolare di Sondrio è la mia banca e talvolta chiamo per avere la situazione dei conti. I contanti al funzionario? Sono fatti del 2003 e i contanti non erano vietati. Controllerò, ma nessuno mi ha mai regalato le somme di cui parlano i giornali. Non ho mai maneggiato soldi in nero, ma ho utilizzato contanti come ogni cittadino. Si continua a parlare di ciò che non c’entra. Andiamo a vedere se ci sono atti corruttivi. Non ci sono. I 400 milioni di euro sono al centesimo il costo di prestazioni sanitarie della Maugeri e San Raffaele. La sanità lombarda costa 16 miliardi di euro all’anno e tutto viene fatto con delibere assunte dalla giunta. Le leggi sono votate da un Consiglio Regionale. La procura dice che si sono violati atti della giunta o le leggi? No, non lo può dire. Non un euro di denaro pubblico è stato sperperato”.

Alle accuse di favori alla Maugeri e a San Raffaele, ha risposto: “Confermo assolutamente che non c’è stato alcun trattamento di favore con Maugeri e San Raffaele. Regione Lombardia è l’unica Regione con i conti sanitari in ordine e che offre il servizio migliore. Come faremmo a offrire questo servizio con la corruzione? In Regione non c’è corruzione, c’è semmai dove i conti non sono in ordine. Questa è un’inchiesta politica, c’è un accanimento infondato e ingiusto: offriamo il servizio migliore con i conti in ordine e veniamo accusati di corruzione”.

Parlando del rapporto con Daccò emerge la vicenda delle cene e della barca di Simone: “Mi vengono contestati 500mila euro spesi da Daccò per pranzi e cene. Ma io cosa c’entro? Sono conti imprenditoriali di Daccò, perché vengono messi a carico a me? Sono stato a bordo della barca di Simone. La Guardia di Finanza addebita a me il costo però. Non mi faccio pagare la barca. Quella è di Simone che è mio amico d’infanzia e si usciva insieme. E’ reato? Si può mettere a carico mio il costo della barca? Sono cose fatte con l’intento di screditarmi e basta. L’atto di corruzione per fare favori a loro io non ne ho fatti”.

Sulle sue vicende giudiziarie, Formigoni ha continuato: “I faldoni? Ci sono come ci sono stati altre volte. Io sono stato oggetto di attenzioni spasmodiche della Procura di Milano. Ho ricevuto 14 avvisi di garanzia, ma tutte le volte ho avuto ragione io” Infine un commento sulla cosiddetta giustizia a orologeria: “Nel mirino c’è il centrodestra italiano perché queste sono elezioni fondamentali e che la sinistra pensava di aver già vinto, ma il Pdl è in rimonta. I giornali amici della sinistra cercano di tirare fuori accuse false. E’ esploso il caso Mps, la grande banca rossa, ma nel giro di 5 giorni è uscita l’incriminazione di Scaroni e Orsi, la condanna di Fitto e Pollari e poi Formigoni. E’ un uso politico della giustizia. E’ chiaro che la giustizia deve operare, ma i media usano le ipotesi d’accusa come condanne definitive. Questi fatti devono essere dimostrati e non sarà facile. Testimonianze? E cosa dicono? Ci sono reati? Andare a cena è un reato?”

FONTE: UFFICIO STAMPA

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