martedì 19 febbraio 2013

La grande speculazione 20 febbraio 2013 Rete 4


INCHIESTA TRA LE CAPITALI DELLA FINANZA MONDIALE

CHE SVELA I RETROSCENA DELLA ‘TEMPESTA DELLO SPREAD:

“LA GRANDE SPECULAZIONE”

ALESSANDRO BANFI RACCONTA QUANTO È COSTATO DAVVERO LO SPREAD
CHI E PERCHÉ HA SPECULATO SULL'ITALIA E SE CI SONO ALTERNATIVE
ALLA LINEA DELL'AUSTERITÀ EUROPEA

MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO - PRIMA SERATA

Un'ampia inchiesta a cura di Videonews - in onda su Retequattro, mercoledì 20 febbraio, in prima serata - affronta gli scenari della politica e dell'economia in Italia, in Europa e negli Usa.

Alessandro Banfi si è recato a New York, fra gli operatori di Wall Street, a Washington, nelle ‘think tank’ vicine a democratici e repubblicani, e nelle facoltà di Economia. E poi a Bruxelles, Berlino e Londra.
Ne è scaturita una ricostruzione inedita e ricca di spunti di interesse su cosa si sia mosso intorno all'Italia, durante la cosiddetta “tempesta dello spread”.

Molti gli interventi di esperti economici dei principali partiti in campagna elettorale e di alcuni commentatori italiani:

Charles A. Kupchan, professore presso il Council for Foreign Relations
Domenico Lombardi, Senior Scholar di Economia alla Brookings Institution
Olivier Blanchard, capo economista del Fondo Monetario Internazionale
Edward Luttwak, esperto del Center for Strategic Studies
Lawrence Auriana, titolare e cofondatore del Fondo Kauffman, gnomo di Wall Street
Massimiliano Pero, di Redi & Partners
Angelo Drusiani, della Banca Albertini Syz
Elio Lanutti, di Adusbef
Michele Ruggiero,  sostituto procuratore di Trani
Stefania Tamburello, giornalista del Corriere della Sera, autrice della biografia di M. Draghi “Il Governatore”
Renato Brunetta, ex ministro dell’Innovazione e l’Innovazione, Pdl
Mario Baldassarri, già viceministro, Fli-Lista Monti
Stefano Fassina, responsabile economico del Pd
Marco Rizzo, movimento Comunisti-Sinistra popolare, autore del “Golpe europeo”
Professor Leonardo Becchetti, docente presso la facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata
Luca Ricolfi, sociologo e commentatore de La Stampa
Zygmunt Bauman, sociologo dell’ Università di Leeds
Paolo Barnard, economista
Markus C. Kerber, professore di Economia alla Technische Universitat di Berlino
Adriana Cerretelli, corrispondente de Il sole 24 ore da Bruxelles
Wolfgang Munchau, editorialista del Financial Times
Paul De Grauwe, professore di Economia alla London School of Economics
Vladimir Yakunin, imprenditore russo
Ding Wei, Ambasciatore cinese a Roma


CRISI: RICOLFI, MONTI HA FATTO CRESCERE LO SPREAD

“Il governo Monti ha fatto crescere lo spread". E' quanto sostiene il sociologo Luca Ricolfi, che analizza lo scenario economico in un’ampia intervista tv fatta da  Alessandro Banfi  per lo speciale “La Grande Speculazione” in onda domani in prima serata su Rete4. “Il governo Monti si è focalizzato sul deficit. In sostanza ha detto: noi non possiamo permetterci un deficit, dobbiamo avere il bilancio in pareggio nel 2013 e ha alzato le tasse per questo motivo. Ma se si fa un’analisi econometrica delle differenze di spread fra Paesi dell’Euro (sto solo parlando dell’Euro) c’è un’altra causa fondamentale, che conta molto più delle previsioni di deficit: le aspettative di crescita”.E spiega: “Ciò che dà fiducia ai prestatori di denaro, quindi a chi compra titoli di Stato decennali, sono le prospettive di crescita. Un Paese può anche avere un debito molto grande, ma se ha delle buone prospettive di crescita i mercati gli credono perché è in grado di ripagare il suo debito. La manovra di Monti era composta per l’80% abbondante di aumenti di tasse e solo per il 20% dalla riduzione di spesa. In quel momento sono cambiate le aspettative di crescita. Nel senso che le previsioni di crescita dell’Italia sono peggiorate di più di quelli di altri Paesi. Allora a questo punto questo fattore ha invece alzato lo spread. A me incuriosisce che nessuno e meno che mai Monti si sia posto la domanda: qual è il saldo fra questi due effetti?”


ELEZIONI: LUTTWAK, MONTI UNA VERA DELUSIONE
INVECE DI FARE LE RIFORME HA AUMENTATO LE TASSE

“Invece di fare le riforme lui ha aumentato le tasse, questa è l’enorme delusione di Mario Monti”. E' quanto sostiene l’economista Edward Luttwak, che analizza lo scenario economico italiano in un’ampia intervista tv fatta da  Alessandro Banfi  per lo speciale “La Grande Speculazione” in onda domani in prima serata su Rete4. “Monti come tecnico arrivava lì in un momento di crisi. Poteva andare al Parlamento e dire: “io sono tecnico, non sono politico, non ho ambizioni politiche. Domani voi in Parlamento mi abolite i notai, abolite i farmacisti, abolite i tassisti, abolite regole, tariffe e ostacoli, monopoli, orari di lavoro, e di chiusura dei negozi, il fatto che un negozio non può aprire di notte se vuole aprire, e tutte queste regole medievali. O me le abolite o me ne vado a casa. Invece lui, evidentemente, ha deciso di fare il politico, cioè tutti l’hanno messo lì per fare il tecnico, Berlusconi si è messo di lato per permettere al grande tecnico di venire e poi il tecnico si è comportato da politico”. “Perciò Mario Monti - conclude il saggista statunitense - è una brava persona, rispettabile, non ha amanti, non è scandaloso, ma la sua macroeconomia, la sua politica è stata totalmente rifiutata qui a Washington, come dal Fondo monetario internazionale, come dalla Banca del Giappone, come da tutti gli economisti che non sono della dottrina di austerità dell’Europa”.


1 commento:

  1. E' sta una trasmissione STRAORDINARIA.Vorrei poterla registrare e farla conoscere in Italia e all'estero . Forse cosi tante persone potrebbero finalmente sapere chi ha voluto e deciso di fare saltare il governo in carica e cioè il governo Berlusconi !!Anna Maria Cremonese

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