venerdì 1 marzo 2013

Berlusconi a Studio Aperto 1 marzo 2013: Intervista

L’INTERVISTA A SILVIO BERLUSCONI

TGCOM24 ANTICIPA L’INTERVISTA RILASCIATA AI MICORFONI DI STUDIO APERTO 
L’INTEGRALE IN ONDA NELL’EDIZIONE DELLE 12.25

“Sembra che le elezioni abbiano avuto dei tempi supplementari per cambiare il risultato delle elezioni nelle aule dei tribunali”

“De Gregorio? La sua dichiarazione è l’opposto di ciò che ha sempre dichiarato in precedenza; ha barattato la sua libertà con una dichiarazione contro Silvio Berlusconi; pm hanno insistito affinchè producesse questa dichiarazione minacciandolo più o meno velatamente di un arresto”

Sembra che le elezioni abbiano avuto dei tempi supplementari per cambiare il risultato delle elezioni nelle aule dei tribunali. Queste le parole di Silvio Berlusconi, in un’intervista rilasciata ai microfoni di Studio Aperto (in onda integralmente nell’edizione del tg delle 12.25) e trasmessa in anteprima da Tgcom24.
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In merito alla vicenda del senatore De Gregorio, Berlusconi ha detto: Non c’è nulla di vero con quello che dicono i magistrati a Napoli, con il senatore De Gregorio FI ebbe un accordo perché il senatore De Gregorio aveva una formazione politica che si chiamava Italiani nel Mondo e si offrì di sviluppare un’azione di propaganda e promozione per la nostra parte politica nei vari Stati dove gli italiani sarebbero stati chiamati a votare. Per far sì che questo accadesse si stipulò un patto in cui FI diede a Italiani nel mondo un milione di euro. Fu fatto alla luce del sole, depositato alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. Di vero c’è soltanto questo. Apro una parentesi, io sono sotto processo a Milano con l’accuso di aver contributo alla diffusione di una frase coperta dal segreto istruttorio di Fassino e consorte ‘allora abbiamo una banca’. Non è vero che i vertici del Pd non si interessassero alle banche, si interessavano e come. Tornando a oggi, ci sono state dichiarazioni pubblicate a iosa sui giornali. L’interrogatorio fatto con Ingroia e il Capo della Procura di Palermo, anche quello che ci siamo detti durante un caffè, tutto apparve su due pagine del quotidiano Il Fatto. Oggi i quotidiani sono pieni di dichiarazioni coperte dal segreto istruttorio e l’unico italiano che ha avuto dichiarazioni a iosa e intercettazioni pubblicate sui giornali sono io e sono sotto processo. C’è anche un testimone che ha detto che non è vero niente. Tornando a De Gregorio, lui ha dichiarato che noi abbiamo versato due altri milioni, lo abbiamo fatto con soldi in contanti, in nero, attraverso un terzo, il signor Lavitola. Come mai questa sua dichiarazione è l’opposto di ciò che lui ha sempre dichiarato in Parlamento, in pubbliche dichiarazioni e addirittura in altri precedenti atti giudiziari? La risposta è semplice Ha barattato la sua libertà con una dichiarazione contro Silvio Berlusconi. I pm hanno insistito affinchè producesse questa dichiarazione minacciandolo più o meno velatamente di un arresto. Ha preferito compiacere i pm con una menzogna per cui era condannato ma con un processo accelerato che gli darà un anno o due con la condizionale, quindi non dovrà andare in carcere.

FONTE: STUDIO APERTO


L’INTERVISTA A SILVIO BERLUSCONI

TGCOM24 ANTICIPA L’INTERVISTA RILASCIATA AI MICORFONI DI STUDIO APERTO 
L’INTEGRALE IN ONDA NELL’EDIZIONE DELLE 12.25

“E’ una situazione barbara quella dei pm che utilizzano il carcere come minaccia per far dire quel che vogliono ai vari imputati; Pdl in piazza il 23 marzo a Roma per protestare contro una parte dei magistrati che utilizza il proprio potere per lotta politica”

E’ una situazione barbara quella di pm che utilizzano il carcere come minaccia per far dire quel che vogliono ai vari imputati o tengono in carcere persone come Lavitola, in carcere da un  anno senza aver commesso reati così gravi da dover essere tenuto in carcere. Sono forme di pressione sui cittadini affinchè, stremati, pur di tornare alla libertà, possono dichiarare tutto quello che i pm vogliono dichiarare. Questo è un fatto annoso nella storia dei rapporti con la magistratura a cui dobbiamo dire basta. Noi come Pdl scendiamo in piazza il 23 marzo a Roma per protestare contro una parte dei magistrati che utilizza il proprio potere per lotta politica e per eliminare quegli avversari che attraverso i sistemi democratici delle elezioni non si riescono ad eliminare dalla scena politica. Queste le parole di Silvio Berlusconi, in un’intervista rilasciata ai microfoni di Studio Aperto (in onda integralmente nell’edizione del tg delle 12.25) e trasmessa in anteprima da Tgcom24.

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