martedì 5 marzo 2013

Domenico Scilipoti intervista a Checkpoint


Domenico Scilipoti (Pdl) ospite di Checkpoint, la rubrica pomeridiana di Tgcom24:

“Da credente, lo giuro solennemente, ho fatto quello che un parlamentare deve fare: ho reso un servizio al paese senza trarne alcuna utilità”

“In caso di condanna mi dimetterei ma questo non accadrà, penso di poter camminare a testa alta”

Sono orgoglioso di quello che ho fatto in questi anni e posso camminare a testa alta e dire ai miei figli di aver lavorato nell’interesse del paese e non nell’interesse di maglietta, come molti hanno fatto. E’ normale il contraccolpo, io sono sereno perché sono cose che non stanno né in cielo né in terra. La magistratura faccia il proprio lavoro. apprendo la notizia da qualche ANSA e sono sorpreso da quello che sto sentendo in queste ore. Ribadisco che ho agito sempre negli interessi degli italiani, sono orgoglioso della scelta fatta e continuerò a fare quello che ho fatto finora. In questo momento ci vorrebbero più Scilipoti, più persone che guardino agli interessi del paese più che a quelli di bottega.  Queste le parole di Domenico Scilipoti (Pdl) intervenendo all’interno della rubrica di Tgcom24, “Checkpoint”.



Abbiamo realizzato un piccolo gruppo e la scelta è stata presa per dare un governo alla nostra nazione in un momento difficile per il paese. Nessuno mi ha mai fatto pressioni, spesso prendiamo decisioni che non sono condivise ma il parlamentare non deve seguire l’onda, deve dare indicazioni nell’interesse della collettività. Spero che i magistrati siano sereni nel condannarmi o nel condannare coloro che si sono comportati in maniera scorretta. In caso di condanna mi dimetterei ma non esiste che accada una cosa del genere. Ho esercitato l’attività di parlamentare e di servitore del popolo, facendo scelte spesso pesanti, ma che il parlamentare ha l’obbligo di fare. In quel momento avrei votato chiunque, l’importante era tutelare la stabilità, contro chi voleva creare confusione nel nostro paese. Ho fatto quello che doveva fare un  parlamentare della Repubblica italiana. Oggi viviamo un momento simile e servirebbe altrettanta responsabilità. Gli italiani aspettano risposte da parte di chi è stato eletto in Parlamento. È finito il tempo dei litigi, oggi è il tempo di lavorare. In futuro? Se andrà bene continuerò a rappresentare i cittadini per qualche legislatura, perché sono del parere che dopo due legislature dovremmo tutti tornare a casa.

Di Pietro? I comportamenti scorretti non pagano, alla lunga. Il suo comportamento e di qualcun altro, dentro e fuori dal Parlamento, non sono stati il massimo della correttezza. Chi è causa del suo mal…

M5S? Sono mediatore fra il popolo e il parlamento e fra il popolo e il governo, ascolto il popolo e cerco di utilizzare la mia posizione nell’interesse del paese. Una volta che siamo eletti al Parlamento  si vede la competenza e la responsabilità, tutto quello che si è detto in campagna elettorale. Serve responsabilità. Mi auguro che nella strategia dei leader del M5S ci sia anche quella di preparare il movimento all’attività parlamentare.

Il M5S e il Fascismo. Alcune cose messe in atto dal Fascismo non potevano essere condivisibili allora come adesso, parlare di fascismo in generale è molto superficiale, va articolata la risposta e le riflessioni devono essere più analitiche possibile.

La prima legge che farei? Vorrei proporre il ritorno della sovranità monetaria al popolo italiano. La banca d’Italia dovrebbe tornare agli italiani.

Non giuro mai sui miei figli ma lo posso giurare perché da credente il giurare è una cosa sacra. Giuro che ho fatto quello che un parlamentare deve fare e che molti parlamentari dovrebbero fare: ho reso un servizio al paese. Lungi da me il pensare che un parlamentare si possa vendere o comprare. Nessuna utilità è derivata da questa mia attività.

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