sabato 23 marzo 2013

Festival Noir su IRIS: Hollywoodland

UOMINI VIOLENTI, DONNE IRRESISTIBILI, SESSO, DROGA, JAZZ E OMICIDI:
AL VIA LA RETROSPETTIVA “FESTIVAL NOIR”

APRE IL FILM “HOLLYWOODLAND”
DAL 24 MARZO, OGNI DOMENICA, IN PRIMA E SECONDA SERATA

Uomini violenti, donne irresistibili, sesso, droga, jazz e omicidi sono gli ingredienti di “Festival Noir”, nuova rassegna dedicata ad uno dei generi più amati della cinematografia internazionale, che Iris propone dal 24 marzo, ogni domenica, in prima e seconda serata.

L’apertura spetta a “Hollywoodland”, esordio registico di Allen Coulter basato su uno dei più clamorosi fatti di cronaca della Hollywood Anni ‘50: il presunto suicidio di George Reeves (interpretato da Ben Affleck), attore celebre per il ruolo di “Superman” nell’omonima serie tv.

Lo squattrinato detective privato (Adrien Brody), alla ricerca della verità, mette in luce i nervi scoperti dello showbiz delle Major, quando sulle colline di Los Angeles ancora campeggiava la monumentale scritta con il suffisso “Land”.
Nel film, un cast stellare di soli premi Oscar, anche Bob Hoskins e Diane Lane.

Nel cartellone di “Festival Noir”, tra gli altri film, spicca l’opera del visionario maestro David Lynch, “Velluto blu”. Prodotto da Dino De Laurentiis, “Blue Velvet” è un’autentica pietra miliare del cinema Noir.
Isabella Rossellini, tra le protagoniste, ha vinto un Indipendent Spirit Award come Migliore attrice, mentre Lynch è stato nominato come Miglior regista agli Oscar 1987.

“Festival Noir” prosegue con, in prima serata “Affliction” (di Paul Schrader), “Sol Levante” (di Philip Kaufman), “9 settimane e ½-La conclusione” (di Anne Goursaud), “Ore 10: calma piatta” (di Phillip Noyce), “Showgirls” (di Paul Verhoeven), “Formula per un delitto” (di Barbet Schroeder), “The Good Shepherd (di Robert De Niro), “Analisi finale” (di Phil Joanou).

In seconda serata sono in programma, “False verità” (di Atom Egoyan), “Mai con uno sconosciuto” (di Peter Hall), “The Nightwatch” (di Timur Bekmambetov), “Insomnia” (di Christopher Nolan) e “The Big White” (di Mark Mylod).

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