domenica 3 marzo 2013

La versione di Barney, film su IRIS, recensione


DAL CASO LETTERARIO FIRMATO MORDECAI RICHLER
ALLO STRACULT CINEMATOGRAFICO DI RICHARD J. LEWIS:
“LA VERSIONE DI BARNEY”

IL FILM CON PAUL GIAMATTI E DUSTIN HOFFMANN
IN PRIMA TV IN CHIARO, LUNEDÌ 4 MARZO, IN PRIMA SERATA

La versione di Barney”, trasposizione cinematografica stracult dell’omonimo caso editoriale firmato dal canadese Mordecai Richler, è l’eccezionale prima visione tv in chiaro proposta da Iris per il prime-time di lunedì 4 marzo.

Il romanzo (vero e proprio long-seller: sono 37 le edizioni complessive, tra le collane Fabula e Adelphi, e quasi 500mila le copie vendute), è un flashback lungo 40 anni dell’epica esistenza di Barney Panofsky.


Mariarosa Mancuso lo recensisce per prima e positivamente, nel dicembre del 2000 su “Il Foglio”. “É uscito il romanzo più bello dell’anno” scrive di lì a poco Antonio D’Orrico, su “Sette”. Complice un’influenza che lo costringe a letto, Giuliano Ferrara lo legge tutto d’un fiato e se ne innamora follemente, trasformando opera e autore in un autentico fenomeno di costume. La campagna barneyan/fogliesca culmina con la creazione della rubrica “Andrea’s Version”, di Andrea Marcenaro, e si chiude con Barney ormai personaggio alla moda.

Presentato in concorso alla 67° Mostra del cinema di Venezia, il progetto della pellicola “Barney’s Version” nasce alla fine degli Anni ’90, con lo stesso Richler impegnato nella scrittura della prima stesura della sceneggiatura.
La versione cinematografica del volume, pubblicato nel 1997, viene realizzata oltre 13 anni dopo. L’esito divide la critica, che omaggia il protagonista Paul Giamatti di un Golden Globe come Miglior attore in una commedia.

Ma chi è Barney? È un ebreo canadese, quasi settantenne, con la memoria ‘in frantumi’ per colpa dell’Alzheimer. Ma Barney è soprattutto l’uomo della scorrettezza esistenziale, della vita vissuta smodatamente e sempre sul filo dell’autodistruttività. È l’icona del politicamente scorretto e l’unico che può raccontare la vera versione dei fatti: Barney è - forse - lo stesso Mordecai Richler.

Nel flusso di coscienza narrato per immagini brilla Dustin Hoffman che, nelle vesti del padre di Barney, è l’ex-poliziotto donnaiolo che regala al figlio la sua prima pistola come dono di nozze. Le tre mogli di Barney sono interpretate, nell’ordine, da Rachelle Lefevre, Minnie Driver e Rosamund Pike.


Nessun commento:

Posta un commento