venerdì 29 marzo 2013

Quarto Grado 29 marzo 2013: Marò e Giulio Terzi

«SULLA VICENDA DEI DUE MARÒ

SONO STATO SCAVALCATO DA MONTI»

ANTICIPAZIONE INTERVISTA ESCLUSIVA CON L’EX MINISTO GIULIO TERZI

SPECIALE “QUARTO GRADO-IL GIALLO DEI MARÒ”

VENERDI’ 29 MARZO, PRIMA SERATA

Anticipiamo alcuni stralci di un’intervista all’ex ministro Giulio Terzi, raccolta da Salvo Sottile, in onda questa sera, 29 marzo, in prima serata, su Retequattro, nel corso dello speciale “Quarto Grado-Il Giallo dei Marò”.

Sottile: Lei è stato scelto dal presidente Monti. Come garanzia c’era la sua carriera diplomatica, ma non è stata tenuta in considerazione. Ci sta dicendo questo?


Terzi: «Sarebbero state poste e ottenute delle condizioni da parte indiana prima che i marò rientrassero nel loro territorio. De Mistura, sottosegretario agli Esteri, nel pomeriggio di quel giorno ha iniziato a negoziare con gli indiani su queste condizioni, dopo essere stato nominato dal presidente del Consiglio suo inviato speciale.»

Sottile: Ci sta dicendo che è stato scavalcato dal presidente  Monti, che ha nominato De Mistura inviato speciale per trattare con gli indiani, e lei non è stato informato assolutamente di nulla?

Terzi: «La spiegazione che posso dare…»

Sottile: Ci dica si o no… poi ci dà la spiegazione…

Terzi: «Le competenze…»

Sottile: Risponda si o no….

Terzi: «I rapporti con l’India, come con qualsiasi altro Paese, sono gestiti in prima persona del Ministro degli Esteri…»

Sottile: Quindi la sua risposta è sì?

Terzi: «Il ministro degli Esteri ha la facoltà di dare le deleghe ai suoi sottosegretari. De Mistura aveva la delega per i paesi asiatici, ma la questione l’avevo trattata negli ultimi mesi personalmente, proprio per quello snodo importante che si era creato con l’emanazione di una sentenza della Corte suprema lo scorso 18 gennaio».


«SULLA VICENDA DEI DUE MARÒ SONO STATO SCAVALCATO DA MONTI»

«CON LE DIMISSIONI HO VOLUTO DARE UN SEGNO DI FIDUCIA E ORGOGLIO

AI COLLEGHI DEL MINISTERO DEGLI ESTERI CHE OPERANO IN CONDIZIONI DIFFICILI»

«IL BUSINESS PUÒ ESSERE UNA LEVA IMPORTANTE NELLA GESTIONE DI UNA CRISI»

ANTICIPAZIONE INTERVISTA ESCLUSIVA CON L’EX MINISTO GIULIO TERZI

SPECIALE “QUARTO GRADO-IL GIALLO DEI MARÒ”

VENERDI’ 29 MARZO, PRIMA SERATA

Anticipiamo altri stralci dell’intervista all’ex ministro Giulio Terzi, raccolta da Salvo Sottile, in onda questa sera, 29 marzo, in prima serata, su Retequattro, nel corso dello speciale “Quarto Grado-Il Giallo dei Marò”.


Sottile: Il ministro della Difesa ha detto “Io non abbandono una nave che affonda, resto per tutelare i miei ragazzi, i miei soldati”, facendo intendere che lei la nave l’aveva abbandonata con le sue dimissioni. Si aspettava più solidarietà da parte del ministro della Difesa?

Terzi: «Non mi aspettavo niente in particolare. La metafora della nave può essere trasferita anche ai nostri due uomini, che sono finiti in mare. Bisogna vedere chi poteva evitare di farli finire lì.»

Sottile: Quindi immagino la sua delusione di fronte alla nomina di un inviato speciale, che trattava con gli indiani al suo posto…

Terzi: «Ci voleva molta fantasia a immaginare che questo sviluppo, in quelle ore concitate, fosse stato determinato dalla posizione chiara, assolutamente contraria ad autorizzare il ritorno dei marò in India, che avevo manifestato. Se io ero l’elemento problematico, doveva essere qualcun altro a occuparsene.»

Sottile: Secondo lei la nomina del sottosegretario De Mistura era una mancanza di fiducia nei suoi confronti, da parte del Governo?

Terzi: «In nessuna occasione mi è stata espressa alcuna mancanza di fiducia.»

Sottile: Le sue dimissioni state definite irrituali. Perché?

Terzi: Irrituali… Vorrei credere che si riferisse all’eccezionalità, per un membro di governo che ricopre un dicastero così importante, che decide che non può continuare a far parte della compagine governativa. Credo che il termine irrituale, si riferisca alla rarità di questo caso.»
Sottile: Secondo lei in questa storia si sarebbe dovuto dimettere qualcun' altro, oltre lei?
Terzi: «Dipende dalla coscienza delle persone coinvolte. »
Sottile: Ma c’erano gli estremi perché qualcun altro si dovesse dimettere?

Terzi: «Non giudico il comportamento degli altri.»
Salvo: Si sente un capro espiatorio?

Terzi: «Assolutamente no. Mi sono preso sempre le mie responsabilità. Ho voluto, con queste dimissioni, dare un segno di fiducia, di motivazione, di forza e orgoglio ai colleghi del ministero degli Esteri, che operano in condizioni difficili. E anche a coloro che - e sono i vertici dell’amministrazione, direttori generali e segretario generale - mi hanno scritto una lettera, quattro ore prima dell’audizione parlamentare, in cui si dava sostegno al ministro degli Esteri. Si stigmatizzava l'inaccettabilità del cambio di rotta del Governo e si chiedeva di manifestare, con un senso di coraggio e di forza al parlamento, le proprie dimissioni.»

«Dobbiamo non stancarci mai di ricordare al Governo indiano la forte stima che nutriamo nei confronti di questa grandissima democrazia, dove gli italiani lavorano e dove, da un decennio, la presenza dell’economia italiana è decuplicata, arrivando ad un interscambio di 8 miliardi di euro… con un forte vantaggio per l’esportazione indiana verso l’Italia. 400 aziende italiane occupano più di 50mila lavoratori indiani. È un Paese che dà occasioni di lavoro, di turismo…»

Sottile: Quanto conta il business in questa storia?

Terzi: «L’economia è una parte fondamentale nelle relazioni internazionali. Io ho cercato di radicare nel Dna della diplomazia italiana la centralità dell’attività economica: Ancora di più in un momento in cui dobbiamo creare impulsi di crescita per il nostro Paese. Il business è fondamentale, ma il business può servire anche come leva nella gestione di una crisi così importante. Ed in effetti sono convinto - e abbiamo cercato anche di usare dei canali fin dall’inizio della crisi per rendere consapevoli, partecipi, le autorità indiane - del fatto che sono talmente grandi gli interessi tra i nostri due Paesi - e sono così complessi e radicati - che non si deve confondere questo problema di un conflitto di giurisdizione, sull’aspetto della lotta antipirateria, con il panorama vastissimo, la ricchezza enorme di rapporti politici, culturali, economici tra Italia e india. »


FONTE: UFFICIO STAMPA

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