domenica 10 marzo 2013

Richard Gere in Arbitrage-La frode a Note di Cinema

<<NON MI SONO ISPIRATO A BERNARD MADOFF PERCHÉ ERA UN FOLLE>>
<<HO CREATO UN “ANTIEROE” SPECCHIO DELL’EGOISMO
ED EGOCENTRISMO NELLA NOSTRA SOCIETÀ>>

RICHARD GERE PRESENTA “ARBITRAGE-LA FRODE” A
“NOTE DI CINEMA”

LUNEDI’ 11 MARZO 2013, ORE 17.30

Qualcuno lo paragona allo squalo della finanza Gordon Gekko - il magistrale Michael Douglas di “Wall Street” -, ma Richard Gere tiene a precisare che, leggendo la sceneggiatura, ha pensato a modelli opposti e precisa: “Ho evitato di ispirarmi ad un finanziere come Bernard Madoff, perché è stato un folle. Trovo molto più interessante, come attore, affrontare ruoli con ombre e sfumature, con l’obiettivo di creare un “antieroe”, in grado di raccontare l’egoismo e l’egocentrismo predominanti nella nostra società”.

Richard Gere presenta il suo nuovo film “Arbitrage-La frode” nel nuovo appuntamento con “Note di Cinema”, il settimanale a cura di Anna Praderio, in onda su Iris, lunedì 11 marzo, alle ore 17.30.

“Non è facile oggi trovare soggetti cinematografici intelligenti e interessanti come “Arbitrage”, un’opera prima di un regista/scrittore di grande talento: Nicolas Jarecki. Il mio personaggio - racconta Richard Gere - è un uomo molto contemporaneo, ovvero un avido finanziere. Non volevo che fosse semplicemente un “cattivo” - prosegue Gere -, ma piuttosto che avesse una combinazione di sincerità e disonestà. Ho cercato di rappresentare le sue diverse facce perché potesse diventare uno specchio per tutti noi”.

Il film è ambientato a Manhattan, tra gli edifici simbolo del potere, dove Richard Gere è un finanziere d’assalto che negli anni della crisi economica ha perso centinaia di milioni di dollari dei suoi clienti, ha fatto investimenti sbagliati e cerca di evitare il crollo del suo impero. Nella vita privata, l’uomo tradisce la moglie (interpretata da Susan Sarandon), con una giovane e bellissima ragazza francese (Laetitia Casta).

L’attore, nel corso dell’intervista, ha un pensiero anche per uno dei ‘mostri sacri’ del cinema italiano: “Ricordo Alberto Sordi, soprattutto per i primi film con Fellini, “Lo sceicco bianco” e “I vitelloni”. Ha sempre avuto una dignità meravigliosa nel suo essere un attore comico. Non sono italiano, ma - conclude il mitico protagonista di “American Gigolò” - credo che Sordi rappresenti al meglio gli italiani e il vostro cinema”.

FONTE: UFFICIO STAMPA

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