martedì 2 aprile 2013

Giacomo Stucchi Checkpoint 2 aprile 2013

CHECKPOINT, LA RUBRICA POMERIDIANA DI TGCOM24

GIACOMO STUCCHI (LN) INTERVISTATO DA ALESSANDRA VIERO

“Nei saggi vedo le caratteristiche di gente pratica e concreta che cerca i punti che uniscono e non quelli che separano”

“Napolitano amareggiato? Il lavoro dei saggi credo che possa fargli cambiare opinione, rendendo meno amara la fine del suo settennato”

Tornare alle urne? Credo che non ci siano i tempi e che le priorità siano altre. Non abbiamo paura anche perché, stando agli ultimi sondaggi, ci sarebbe una maggioranza Pdl-Lega con identica situazione di stallo al Senato. Mettiamo gli interessi della gente al centro di tutto. Se Bersani rimane fermo sulle sue posizioni per difendere l’unità del partito non fa il bene del paese. La posizione di Bersani è imposta dal Pd. C’è una strategia decisa. Bersani un ostacolo? Lo è se rimane nella logica che la direzione del Pd gli ha imposto. Queste le parole di Giacomo Stucchi (LN) ospite di “Checkpoint”, la rubrica di Tgcom24.


La corsa al Quirinale? Serve una figura che unisca. Non credo al salvatore che viene da fuori e che poi non sa gestire la situazione. Preferisco a una figura che ha già avuto ruoli importanti nei governi degli anni passati. Una persona strutturata. Prodi? Non penso che sia sufficientemente strutturato per superare la contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra in questo momento.

I saggi? Confidiamo molto nel loro lavoro: se sapranno lavorare guardando ai problemi per quello che sono svestendosi dell’appartenenza politica, trovando un metodo concreto produttivo di lavoro, riusciranno a scrivere le tavole dei punti base del programma da realizzare che mettano tutti d’accordo. Chi verrà incaricato avrà come menabò questi punti. La cosa più importante sono gli interventi sull’economia. C’è il dramma del lavoro che è la questione più importante da affrontare. Poi occorrono riforme costituzionali. Nei saggi vedo le caratteristiche di gente pratica e concreta che cerca i punti che uniscono e non quelli che separano.

Napolitano amareggiato? Credo che abbia svolto bene il suo compito e anche questo ultimo tentativo è un estremo atto di generosità nei confronti del paese. Il lavoro dei saggi credo che possa fargli cambiare opinione. Conosco molte delle persone incaricate e credo che ci siano ottime possibilità che riescano a rendere meno amara la fine del settennato di Napolitano. Conosco Napolitano da tanti anni e ho avuto modo di conoscerlo anche nella vita non pubblica. Sta dimostrando di voler fare tutto il possibile, fino ai tempi supplementari. La soluzione che sta cercando non serve a lui ma al paese.

FONTE: UFFICIO STAMPA

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