domenica 14 aprile 2013

Il saggio Mario Mauro, intervista a TgCom24


“L’intervista della Domenica”

Il “saggio” Mario Mauro a Tgcom24:

Paura di scherzi telefonici? Non ci sono stati scherzi ma incontri veri. Mi piace raccontare questo episodio. Fuori da una delle fermate della metropolitana di Milano, un giorno, ho incontrato due ragazzi che, come prima domanda, mi hanno chiesto: a cosa servono i saggi? Sono rimasto toccato quando uno di loro alla fine ha detto: preoccupatevi di noi, perché siamo come dei “pistolini”, dei ragazzini, in mezzo al nulla. La sensazione che noi possiamo esser complici di una generazione sospesa nel nulla, ci deve dare la consapevolezza per bene operare in questi giorni, nell’interesse dell’Italia. Queste le parole del “saggio” Mario Mauro, intervenendo all’interno della rubrica di Tgcom24, “L’intervista della domenica”, curata da Alessandro Banfi.


Noi “saggi” siamo stati accusati di perdere tempo invece abbiamo guadagnato tempo per aiutare a far maturare le condizioni politiche per un’intesa vera, con un lavoro che ha messo in evidenza quello su cui si è già d’accordo. Questo paese ha bisogno di riconciliazione. L’esperienza di questi anni è stata l’esperienza di occasioni mancate. Il normale conflitto democratico è stato vissuto sotto la pressioni di classi dirigenti  che hanno pensato di esistere solo nel conflitto. Invece si esiste anche quando si fa la pace e la pace assicura lo sviluppo. Nelle misure che abbiamo indicato ci sono le condizioni per la pace e quelle per lo sviluppo.
Il finanziamento pubblico ai partiti. La legge sul finanziamento dei partiti stabilisce che i partiti abbiano regole e diritti per gli iscritti. Molti partiti oggi somigliano però più a una corte che a una storia. Quindi abbiamo chiesto che venga specificato cosa un partito ritiene essere democrazia interna. Finanziare i partiti vuol dire favorire la democrazia e non la plutocrazia. Un modo di sostenere i partiti che dipendesse solo dalla ricchezza dei privati lascerebbe spazio ai partiti dei ricchi e non di tutti.

Al Quirinale? Credo che una figura di intesa si possa trovare. Quando è stato eletto Napolitano si arrivò col metodo sbagliato alla vittoria giusta. Fu una vittoria di parte, senza il contributo delle opposizioni, ma si arrivò alla persona giusta. Arrivare alla persona giusta sarà ancora più facile col metodo giusto.

Nuovo governo o elezioni anticipatissime? Individuato un uomo che vuole la riconciliazione sarebbe una sconfitta andare alle elezioni. Andando subito a nuove elezioni potremmo avere un risultato a parti invertite ma comunque con una situazione di ingovernabilità. L’Italia non ha bisogno di elezioni nuove ma di azioni concrete.

Il lavoro della commissione dei “saggi”. Ci siamo mossi in condizioni di estrema difficoltà e in pochi giorni. C’è stata una grande intesa e profonda consapevolezza e coscienza del compito che ci è stato dato. Senza comunque voler sovrastimare questo compito. Il Presidente della Repubblica ci ha chiesto di facilitare la possibilità di arrivare a un’intesa nell’interesse del paese. Questo è stato fatto, ora bisogna farla l’intesa, oltre che dirla. Spero che guardando il nostro lavoro, trovino condizioni di maggiore sintonia anche i partiti politici. Il nostro lavoro non è solo una spinta verso una maggiore collaborazione dei partiti ma qualcosa di più: la riconciliazione nazionale.

L’intervista andrà in onda su Tgcom24 (canale 51 del telecomando) oggi alle 14.00.

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