domenica 14 aprile 2013

Matilda, morta a 5 anni nel 2005: Antonio Cangialosi a Domenica Live

ANTONIO CANGIALOSI :
“NON HO UCCISO IO MATILDA, ALLA ROMANI VOGLIO DIRE CHE SAREBBE ORA CHE DICESSE, PRIMA A ME E POI A TUTTI VOI, COS’È SUCCESSO”

Oggi, domenica 14 aprile, a Domenica Live, la conduttrice Barbara d’Urso ha intervistato Antonio Cangialosi sul quale, recentemente, è stata riaperta l’inchiesta sulla misteriosa morte della piccola Matilda.

Non ha ancora avuto soluzione il mistero sulla morte di Matilda, la bambina di soli 2 anni, morta nell'estate del 2005 nella sua casa di Roasio (Vercelli). Il gup del capoluogo piemontese ha revocato lo scorso 3 aprile il non luogo a procedere nei confronti di Antonio Cangialosi, il bodyguard che all'epoca dei fatti era il compagno di Elena Romani, la mamma della bimba uccisa, indagata e poi assolta.

Secondo le perizie medico-legali ad ucciderla sarebbe stato un colpo violento alla schiena, forse un calcio, che le provocò lo schiacciamento di rene e fegato.

Per questa morte sono stati indagati la mamma della piccola vittima e il suo compagno, che si trovavano nell’abitazione quando la bimba si è sentita male , ma per Cangialosi il gip di Vercelli decise di non procedere. Per la donna, invece, ebbe inizio un lungo calvario giudiziario, che l’ha portata ad una prima assoluzione nel 2007 e all’assoluzione definitiva due anni dopo. Per la Corte d’appello di Torino non ci sono prove che sia stata lei a colpire la figlia.

Una sentenza, quest’ultima, confermata lo scorso anno dalla Cassazione, che ha respinto il reclamo della procura contro l’assoluzione della Romani. Nelle motivazioni, la suprema corte sostiene che il trauma del quale fu vittima la piccola Matilda venne prodotto "durante l’assenza dall’abitazione della Romani, uscita nel cortile per stendere all’aria il cuscino lavato" dal vomito della bimba che si era sentita male.
Gli atti di quella sentenza, inviati alla tribunale di Vercelli, hanno portato appunto a riaprire l’inchiesta e indagare su Cangialosi e pertanto a ricominciare da capo le indagini per fare luce sulla morte di Matilda.

Cangialosi in studio si chiede:”Perché mi ritrovo indagato? Qualcuno me lo devono spiegare”.

Dopo aver raccontato cos’è successo, secondo la sua ricostruzione dei fatti spiega che:“solo dopo il confronto davanti al Procuratore Capo ho capito benissimo che si trattava di omicidio, non di malessere come aveva detto il 118. Dopo di che è stato inevitabile allontanarmi da lei.”

In seguito all’ascolto delle intercettazioni che lo coinvolgono insieme alla Romani ha dichiarato: ”Perché avrei dovuto uccide io la bambina? Perché poi farlo a casa mia? E mi domando anche, perché lei non voleva denunciare il 118, invece l’ho fatto io? Io li ho denunciati perché la morte secondo loro era per un arresto cardiaco, quindi morte naturale, invece io volevo fare chiarezza”. Poi Cangialosi ha proseguito :” grazie alla mia denuncia, si è fatta l’autopsia e si sono aperte le indagini. Se l’avessi uccisa io secondo voi facevo la denuncia? Vorrei che ci pensaste.”

Ha inoltre raccontato:”non sono andato al funerale di Matilda, anche se ne ero molto tentato, per evitare tensioni. I miei avvocati e le forze dell’ordine mi hanno chiesto di non farlo. Ci sono andato successivamente, ma cosa ho detto a Matilda, non voglio raccontarlo, Matilda sa cosa le ho detto.”
Poi ha concluso, rivolgendosi a Elena Romani, dicendo: “sarebbe ora che dicesse, prima a me e poi a tutti voi, cos’è successo a Matilda”.


Nessun commento:

Posta un commento