domenica 10 novembre 2013

Documentario su Nassiriya a Terra

Dieci anni fa, il 12 novembre, la strage di Nassiriya, Iraq (documentario su Terra). Un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti alla base italiana dei carabinieri. Morirono 19 italiani e nove civili iracheni.
Su quell’episodio di guerra contro il contingente italiano impegnato nell’operazione Antica Babilonia torna “Terra!”, in onda lunedì 11 novembre, in seconda serata, su Retequattro.

Toni Capuozzo, Sabina Fedeli e Anna Migotto ricostruiscono la dinamica dell’attentato ma soprattutto ascoltano le voci di chi era lì quel giorno, di chi, quel giorno, perse un padre, un amico, un parente.

Testimonianze dolorose come quella del maresciallo Saccotelli. Era all’ingresso della base al momento dell’attentato. Si è salvato per miracolo. Porta nel corpo i segni di quella esplosione. Stringe tra le mani i pantaloni della divisa che indossava quella mattina. Sono intrisi del sangue dei suoi commilitoni caduti. Ma la lacerazione più profonda, il maresciallo Saccotelli la porta nell’anima. Una parte di me, dice, è morta a Nassiriya e a distanza di dieci anni si domanda se quella strage non potesse essere evitata e se qualcuno tra gli ufficiali sul campo non debba assumersi le proprie responsabilità per quanto è successo.

Un’amarezza che ritorna nelle parole del generale Gianfranco Scalas, addetto stampa dell’esercito in quei giorni. Intervistato da “Terra!” denuncia una sorta di oblio di quella vicenda e parla di “cose inconcepibili e incomprensibili". O nella testimonianza di Fabio, figlio di un’altra vittima di Nassiriya, il maresciallo Filippo Merlino. Esprime tutta la propria amarezza per il mancato riconoscimento, al padre, della medaglia d’oro al valor militare.

FONTE: UFFICIO STAMPA

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