sabato 21 dicembre 2013

Operai cinesi: lavorare 18 ore al giorno per 1 euro e 40 l'ora

Lavoravo 18 ore al giorno, pagato 1 euro e 40 centesimi all’ora”.
Questa è la drammatica testimonianza di Jan (il nome è di fantasia per tutelare il suo anonimato) l’unico degli operai cinesi sfruttati a Prato, che ha avuto il coraggio di denunciare alle autorità lo sfruttamento subìto da parte del suo titolare, il padrone cinese, di un’azienda di confezioni.

La versione integrale dell’intervista esclusiva rilasciata alle telecamere di Lucignolo, andrà in onda nella prima puntata di gennaio 2014, nell’ambito di un’inchiesta sul mondo sommerso dei cinesi.
Di seguito alcuni stralci di questa testimonianza che verranno anticipati oggi, sabato 21 dicembre, all’interno dei Tg Mediaset.

D: Come stai?
“Bene. Adesso sto bene, prima male”
D- Per quante ore lavoravi?
R- Normalmente 18 ore al giorno. Iniziavamo alle 7 e finivamo all’una di notte.
D -Quanto ti pagavano?
R- 800 euro al mese. (n.d.r. Ovvero 1 euro e 40 all’ora)

“Non potevo uscire dallo stabilimento. La porta era chiusa – prosegue Jan - era molto caldo, c’erano tantissimi scarafaggi che si arrampicavano sui nostri letti”.

Jan ha perso una mano, rimasta intrappolata in un macchinario, mentre stava lavorando. L’uomo racconta così quell’episodio:
“La mano fumava. Non sentivo dolore all’inizio ma la carne veniva su. Si era sollevata”.

Aiutato dall’Assessorato all’Integrazione del comune di Prato, ora Jan vive lontano, in una comunità. Il suo titolare è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, pochi giorni dopo la tragedia di Prato in cui hanno perso la vita sette persone.
Ai suoi connazionali che ancora lavorano in quelle condizioni Jan dice:
“Voglio dire di non aspettare che succeda un altro incidente. Devono avere coraggio. Denunciate il vostro capo cinese”.

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