giovedì 30 gennaio 2014

Il rapporto di amicizia giornalista addetto stampa


Il rapporto d'amicizia giornalista/Ufficio Stampa è in realtà un ossimoro. Il giornalista e l'ufficio stampa non sono amici, ma soci in affari che si tollerano giusto il tempo di un'e-mail e una telefonata. Ecco cosa pensano reciprocamente gli uni degli altri giornalisti e uffici stampa.


Il giornalista. 

"In teoria l'ufficio stampa è una bella invenzione. In pratica ti fa perdere un sacco di tempo: l'addetto stampa "tipo" ti manda una valanga di e-mail, costringendoti a bannarlo per disperazione; ti chiama col nome sbagliato, citando riviste per cui tu non lavori; ti manda comunicati stampa impossibili da aprire o da copiare e incollare, e magari anche vuoti di contenuto o ridicoli, (o peggio, foto pesantissime che ti impallano la casella di posta per due giorni); ti chiama per sapere se hai ricevuto il suo inutile comunicato e se non gli rispondi (apposta) continua l'attività di stalking come un innamorato non ricambiato. E poi ci sono i ruffiani, quelli che ti fanno i regali e i complimenti. Sei molto carino, mi verrebbe da dire, ma sai che io mi occupo di tutt'altro? per farli sparire magicamente. Quand'è che si diventa "amici"? Generalmente quando l'ufficio stampa cura un evento, un brand o un personaggio che io, da giornalista, sono costretto a seguire. Entrambi preferiamo passare a un livello successivo, per facilitare il rapporto di lavoro."

L'addetto stampa.

"Bello fare il giornalista, eh? Bella la vita quando non rispondi tutto il giorno al telefono, alle e-mail e a qualunque approccio tecnologico finora inventato. Il giornalista è il mestiere più rilassante del mondo. La mattina non hanno niente da fare, riunione di redazione a parte. Tutto il pomeriggio se la prendono comoda, e te ne accorgi quando son loro a chiamarti: fanno terrorismo (le foto mi servono entro le sette!) ma in realtà conosci benissimo i loro orari e non ti fai fregare (ma perché credono che solo loro abbiano delle scadenze?!?), anche perché se hanno voglia di chiacchierare non te li scozzi per un'oretta. Poi la sera, tutt'a un tratto, si svegliano di colpo: devono consegnare il pezzo, e, ovviamente, la responsabilità è la tua, ufficio stampa. E siccome è nel tuo interesse che esca l'articolo, sei costretto a restare in ufficio fino a tarda notte per soddisfare le richieste dell'ultimo minuto. Quando si diventa "amici"? Quando il giornalista scende dal suo piedistallo."

Avete appena letto una versione estremizzata dei due antitetici punti di vista, espressi in chiave ironica ma senza discostarsi troppo dalla realtà.

Ora torniamo nei nostri panni, quelli dell'addetto stampa. Come favorire la nascita di un rapporto di amicizia con i giornalisti?

Rispettare i confini

Non commettiamo il classico errore dell'addetto stampa che vuole "conquistare" il giornalista, ovvero simulare una confidenza che non esiste. Il giornalista che non conosciamo (o con cui ci siamo scambiati lo striminzito botta e risposta di un recall) è per noi un estraneo. Non diamogli del tu, non trattiamolo come se lo conoscessimo da sempre, non rendiamoci ridicoli cercando a tutti i costi di chiacchierare del più e del meno. Le occasioni per avvicinarci a lui con arguzia prima o poi si presenteranno, e saranno molto più proficue.

Farsi rispettare

Non permettiamo al giornalista di trattarci come dei ragazzini. Non siamo venditori di aspirapolveri o testimoni di Geova: stiamo facendo un lavoro importante per le testate che ci accingiamo a contattare, dato che siamo le fonti primarie delle loro notizie. Se ci rispondono con maleducazione siamo autorizzati a mandarli gentilmente a quel paese. Potremmo sempre scavalcarli o rivolgerci a qualcun'altro (forse).





Gratificare i giornalisti

I giornalisti sono abituati a essere gratificati. Le penne importanti ricevono regali di continuo, inviti a eventi cool, campioni omaggio etc. Ogni ufficio stampa deve avere un file excel con i nomi dei giornalisti più importanti (nonché quelli che se lo meritano), a cui inoltrare gli auguri di Natale e inviare eventualmente un pensiero, magari coinvolgendo gli sponsor per prendere due piccioni con una fava (risparmiare soldi e promuovere i brand che pagano). Consiglio anche di annotare i compleanni, in modo da inviare cartoline personalizzate per ogni genetliaco.

Approfittare delle occasioni mondane

Quand'è che si ha davvero l'occasione di approcciare un giornalista e rompere il ghiaccio? Quando ci si diverte. L'evento è il momento migliore per fare PR: fatevi vedere sereni e disposti a perdere tempo esattamente come fanno loro, tra cocktail e tartine. Non correte da una parte all'altra come schegge impazzite, sarà controproducente. Approfittate di questi momenti per superare la fase "estranei" e favorire l'instaurazione di un rapporto leggermente più rilassato e confidenziale.

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