venerdì 31 gennaio 2014

Processo a Raffaele Sollecito a Quarto Grado

«Un processo farsa, così lo hanno definito in molti oggi. Ma noi ci credevamo in questo processo. Avevamo tanta fiducia. Non abbiamo voluto perdere fiducia nella giustizia... purtroppo dobbiamo ricrederci», afferma Sara Achille, zia di Raffaele Sollecito nel videomessaggio trasmesso questa sera a “Quarto Grado”.


«Erano stati portati elementi a supporto della sua innocenza, addirittura ne sono emersi di nuovi, che avrebbero dovuto indurre la Corte a non avere il minimo dubbio sull’assoluzione di Raffaele», prosegue la donna. «Anche noi non avevamo dubbi... francamente avevamo tanta paura, vista l’esperienza passata... certamente non delle migliori».

«Raffaele è sempre stato presente a questo processo, non si è mai sottratto. Si è sempre messo a disposizione della Corte», conclude la zia di Sollecito. «Nonostante - da cittadino libero - potesse tranquillamente rimanere fuori dall’Italia, è tornato in Italia, puntualmente... disattendendo le aspettative di tutti... che lo davano già fuggiasco e persona che si preparava ad essere latitante».


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