sabato 3 settembre 2016

Come essere "il più bravo" in quasi tutti i campi

Chiunque aspira a eccellere in almeno un campo: essere un bravo artista, sportivo, manager o amante, essere il migliore nello sci, nel trivial pursuit, nel contrattare sul prezzo al mercato delle spezie o nel vendere i propri prodotti al pubblico.
Chi non coltiva il sogno di distinguersi nella vita in uno dei tanti ambiti che la compongono?

Il senso comune attribuisce al talento innato quasi tutto il merito delle vittorie individuali. Il talento è un'abilità che non si acquisisce ma si possiede già dalla nascita, per grazia divina. Sono i nostri geni, si dice, i responsabili del "genio" che è in noi, e che ci conduce naturalmente nella strada che il destino ha scelto per noi. "Il più bravo" non ha dunque nessun merito?

Secondo Anders Ericsson, professore di psicologia nell'Università della Florida, e Robert Pool, scienziato americano, non c'è niente di più falso. Le abilità che ci contraddistinguono deriverebbero dall'allenamento e dalla nostra forza di volontà. Ericsson sostiene fortemente che nella vita i numeri 1 si diventi, e non si nasca, come pensano in tanti. Il cosiddetto "dono che geni, campioni, musicisti hanno in comune" secondo lo studioso, nasconde "la capacità di sviluppare, con il giusto addestramento, abilità che altrimenti non avrebbero, sfruttando l'incredibile elasticità del cervello e del corpo umano."
Chiunque può fare lo stesso, quindi, se lo vuole, in un ambito a sua scelta, dallo sport all'arte, dalla cucina alla scrittura. Gli esseri umani hanno potenzialità enormi, ma non lo sanno, e questo manuale mira a dimostrarlo. Cominciando dal segreto della pratica mirata, Ericsson e Pool prosegueono illustrando il potere delle rappresentazioni mentali e della pratica intenzionale sul lavoro e sulla vita quotidiana.

Cos'è la pratica mirata? Durante l'allenamento, le performance sono destinate a migliorare molto più in fretta se stuzzicate con obiettivi estremamente specifici e a breve termine. Non ci si allena solo con l'idea di "diventare più bravi" ma lo si fa mirando a risultati molto più circoscritti. E uscendo dalla propria zona di comfort, ovvero cercando di fare cose che prima non riuscivamo a fare, e che possono apparire praticamente irraggiungibili.

Numero 1 si diventa è un saggio di 322 pagine scritto da K. Anders Ericsson e Robert Pool. Ericsson detiene una cattedra di psicologia presso l'Università della Florida, mentre Robert Pool è uno scienziato nonché collaboratore di riviste specializzate.

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